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Reggio, l'Anassilaos celebra il bicentenario della pubblicazione di Frankenstein

Nel maggio del 1816, passato alla storia come il cosiddetto "anno senza estate" a causa di alcune anomalie climatiche, invitati da George Gordon Byron nella Villa Diodati sul lago di Ginevra, da quest'ultimo presa in affitto, si ritrovarono il poeta Percy Bysshe Shelley, sua moglie Mary, Wollstonecraft, Claire Clairmont, sorellastra di Mary e amante di Byron e John Polidori, segretario e medico personale di Byron. La pioggia trattenne gli ospiti all'interno della villa dove trascorsero il tempo libero in discussioni e letture tra le quali, soprattutto, l'Antologia tedesca di racconti gotici "Fantasmagoriana". A un dato momento Byron propose agli amici di comporre loro stessi una storia di fantasmi in una sorta di piccola gara letteraria. E' peraltro da rilevare che molte delle conversazioni fino ad allora condotte vertevano sulla natura dei princìpi della vita, sul galvanismo e, insomma, sulla possibilità di assemblare una creatura e infondere in essa la vita. Tali discussioni erano abbastanza di moda se nel 1803 Giovanni Aldini, nipote di Luigi Galvani, pubblicò a Londa una serie di esperimenti nei quali grazie all'uso di archi elettrici si era riusciti a infondere il movimento in un cadavere così dare l'impressione di rianimazione. Nacquero così sul lago di Ginevra, in una serie di giornate umide e malinconiche, le bozze del Vampiro di Polidori, prima opera moderna dedicata a tale figura, pubblicato nel 1819 e del Frankenstein di Mary Shelley, pubblicato nel 1818, con il titolo di Frankenstein o il moderno Prometeo (Frankenstein; or, the Modern Prometheus). A tale opera letteraria, a duecento anni dalla sua pubblicazione, l'Associazione Culturale Anassilaos, congiuntamente con lo Spazio Open, dedica un incontro che si terrà martedì 25 settembre, alle ore 17,30, presso lo Spazio Open (Via Filippini 23/25 angolo Via Giudecca) con l'intervento del Dott. Massimiliano Barberio, studioso di letteratura fantasy. Questo capolavoro, ad un tempo affascinante ed inquietante, è legato a doppio filo alla difficile vita della sua autrice, Mary Wollstonecraft (1797-1851) - amante e poi moglie ad un grande poeta, Percy Bysse Shelley, parte egli stesso del movimento romantico inglese, morto giovanissimo in tragiche circostanze nel 1822 - vissuta in una società stringente come quella vittoriana. Nella figura del Mostro reietto, che tanto successo ha poi avuto nelle diverse trasposizioni cinematografiche, prende forma l'alienazione dell'uomo nella società moderna mentre nel dottor Victor Frankenstein, creatore del "mostro" si anima quella tensione al sublime propria dei giovani scrittori dell'epoca, una tensione che spiana la strada per il futuro letterario della fantascienza.