Regioni, contributo pro capite per UE: calabresi ultimi

Dall'analisi dei dati valutati nell'ambito del rapporto realizzato dall'istituto Demoskopika "Europa bicefala" a livello regionale emerge che a contribuire maggiormente all'Unione europea sono i cittadini che, in proporzione, hanno ricevuto meno risorse comunitarie. Calcolando, infatti, l'ammontare della contribuzione in base al numero dei cittadini residenti in ciascuna regione italiana, il quadro che emerge e' abbastanza evidente: ogni lombardo, nell'ultimo triennio, ha sborsato ben 1.003 euro a fronte dei 408 euro di un calabrese. Un andamento, ancora piu' evidente, se confrontato alle somme ricevute: 451 euro per ogni cittadino residente in Lombardia a fronte di 1.097 euro di un cittadino residente in Calabria. Continuando nell'analisi del livello di contribuzione pro-capite, immediatamente dopo i lombardi si posizionano i residenti del Trentino Alto Adige con 973 euro per cittadino ricevendone 462 euro, gli emiliano-romagnoli con 900 euro di versamenti all'Unione europea in cambio di 467 euro e i veneti con 855 contributi versati per ciascun cittadino a fronte di soli 471 ricevuti. E, ancora, lo studio di Demoskopika ha rilevato un ammontare di versamenti pro-capite per la Valle d'Aosta pari a 847 euro (579 euro ricevuti), per il Lazio pari a 799 euro (472 euro ricevuti), per la Liguria pari a 793 euro (508 euro ricevuti), per il Piemonte pari a 790 euro (503 euro ricevuti), per il Friuli Venezia Giulia pari a 787 euro (488 euro ricevuti), per la Toscana pari a 781 euro (497 euro ricevuti). Dal 2015 al 2017, poi, i marchigiani hanno versato 687 euro pro-capite a fronte di trasferimenti dall'Unione Europea monitorati per 483 euro, gli umbri 606 euro di pagamenti effettuati in cambio di 520 euro e gli abruzzesi 605 euro (536 euro ricevuti).

Infine, sono sette le Regioni i cui residenti, in termini pro-capite, hanno ricevuto dall'Unione europea piu' di quanto hanno versato: i lucani con 540 di versamenti effettuati a fronte di 716 euro di pagamenti ricevuti, i sardi con 536 euro versati a fronte di 668 euro ricevuti, i molisani con 499 euro versati a fronte di 571 euro ricevuti, i campani con 454 euro versati a fronte di 840 euro ricevuti, i pugliesi con 452 euro versati a fronte di 756 euro ricevuti, i siciliani e i calabresi rispettivamente con 448 e 408 euro di contributi al bilancio comunitario in cambio di 790 euro e ben 1.097 euro "incassati". Ma quanto ha pagato ciascun cittadino italiano per "sostenere" l'Europa dal 2015 al 2017? In media circa 875 euro ricevendone soltanto 585 euro.

È pari a 43.998 milioni di euro la somma dei contributi europei versati dall'Italia all'Unione europea nel periodo 2015-2017 che l'istituto Demoskopika ha potuto stimare su base regionale partendo dalla cosiddette "risorse proprie". In particolare, la contribuzione degli Stati membri al Bilancio dell'Unione europea, per come evidenziato nell'ultima relazione della sezione di controllo per gli affari comunitari e internazionali della Corte dei Conti, e' finanziato principalmente attraverso tre tipologie di "risorse proprie": la risorsa basata sul Reddito nazionale lordo (RNL), la risorsa propria basata su un'aliquota uniforme (pari allo 0,3%) applicata alle basi imponibili IVA armonizzate e, infine, le risorse proprie tradizionali, costituite dai dazi doganali sulle importazioni e dai contributi sulla produzione dello zucchero, detratta una ritenuta per oneri di accertamento e riscossione. Entrando nel dettaglio dei dati rilevati, emerge che la quota del contributo ascrivibile alla risorsa basata sul RNL e' stata pari 33.895 milioni di euro rappresentando ben il 77% delle entrate da risorse proprie analizzate. A seguire 5.087 milioni di euro, pari all'11,6%, di dazi sulle merci provenienti importate dall'Italia e provenienti da fuori Unione europea e, infine, 5.016 milioni di euro, pari all'11,4%, quale quota proveniente dall'IVA.