Il web tra dipendenza e autocontrollo

giocodazzardoonlineStando alle statistiche di Digital in 2018, circa 43 milioni di italiani (il 73% della popolazione) fanno uso di internet, e lo fanno per 6 ore al giorno.

La maggior parte di questo tempo, gli italiani, lo passano sui social network. Youtube (62%), Facebook (60%), WhatsApp (59%), Facebook Messenger (39%), Instagram (33%), Google+ (25%) e Twitter (23%).

Ed è davvero curioso quanto, nel chiudersi da soli di fronte a un computer o a uno smartphone, si cerchi sempre di più il contatto con le altre persone.

Lo sanno bene queste grandi piattaforme che, se da una parte rendono possibile tutto ciò, dall'altra introducono strumenti che danno agli utenti la possibilità di monitorare la loro attività online, di avere una lista delle tempistiche e di interromperle, all'occorrenza, al raggiungimento di un termine prestabilito.

Il pioniere di questo "autocontrollo social" è stato Facebook, seguito -ovviamente- da Instagram e poi da Youtube.

Per quanto riguarda il primo, nel giugno 2018 ha lanciato l'app Your time on Facebook, tramite la quale è possibile monitorare per quanto tempo si utilizza il social in ogni giorno della settimana, con tanto di media giornaliera. È possibile, inoltre, impostare un timer che ci avvisi al superamento di un limite precedentemente impostato.

Le parole di Cupertino (il portavoce della piattaforma) in merito alla questione sono state: "Siamo sempre al lavoro per assicurarci che il tempo che le persone passano su Facebook sia ben speso".

Sembrerebbe invece più un modo di correre ai ripari dopo che diversi studi avrebbero dimostrato che ricevere costantemente notifiche sui social non giova alla salute mentale.

La decisione di introdurre degli strumenti per "automonitorarsi", infatti, è stata presa consultando esperti, studiosi e realtà che si occupano di salute mentale, oltre ovviamente alla squadra di ricerca Facebook e ai consigli degli utenti.

Il rischio è, comunque, che a forza di monitorare e magari condividere le proprie personalissime statistiche di presenza sui social network, si passi su questi ultimi ancora più tempo.

Un altro settore della rete che permette di autocontrollarsi è quello del gioco, nello specifico casinò e scommesse online: e qui, forse, la questione è ancora più scottante dal momento che ci sono in ballo somme di denaro, e talvolta considerevoli.

In questo caso l'importante è giocare soltanto sui casino online sicuri ovvero quelli dotati di licenza AAMS. Questi siti permettono infatti agli utenti di impostare un budget settimanale, speso il quale, all'utente viene inibito qualsiasi gioco. Ricordiamo che quello dei casino è l'universo più frequentato quando si parla di gioco online; essi occupano il 44% del valore del mercato, generando ben 441 milioni di euro.

I casino legali, proprio come i social network, danno ora la possibilità agli utenti di impostare una soglia di spese oltre la quale non si può andare, al fine di godersi un intrattenimento sicuro e responsabile.

Basta accedere al proprio account e impostare il proprio "limite", e il gioco è fatto!

In tutti i sensi.