Lo schiaffo dell’ex premier Gentiloni al “suo” ministro dell’Interno, il reggino Minniti: “Per il Pd ‘vedo’ Zingaretti, è una novità che ci farà bene”

Gentiloni5dicembre1di Mario Meliadò- Superdisponibile con giovani colleghi di partito e con la signora Bevacqua – che gli chiede una dedica personalizzata, non senza emozione –, con i curiosi che chiedono una foto con lui "il personaggio famoso della politica italiana" e coi tanti che, libro alla mano, gli propongono di firmare una dedica..., al "ridotto" del Teatro Rendano di Cosenza l'ex premier e big del Partito democratico Paolo Gentiloniè pronto anche a rispondere ai quesiti del cronista, a presentazione del suo saggio appena ultimata.

La "sfida impopulista" di cui dice nel suo libro, presidente Gentiloni, passa dalla radicalizzazione dello scontro politico o c'è altro?

《Diciamo che traccia la consapevolezza della minaccia populista, che è un rischio molto concreto per il nostro Paese, dal punto di vista economico ma non solo. E dall'altra parte anche l'impegno a non inseguire i populisti sul loro stesso terreno: dunque l'impegno a tener fermi i princìpi dell'economia liberale, a opporsi ai discorsi impregnati d'odio e d'eccessiva semplificazione... Può sembrare fuori moda, ma io credo sia proprio questa la bellezza della politica riformista》.

...Però, ricomponiamo i pezzi, Gentiloni... Lei ha detto poco fa: questo consenso gialloverde presto si dissolverà. Però, d'altro canto, ha anche detto a seguire: noi coi pentastellati non ci alleeremo mai... E allora quale scenario vede, che possa incarnare l'alternativa a breve?

《Mah, penso che se il Governo fallirà, dichiarerà insomma il proprio falimento, certo la parola andrà al Presidente della Repubblica ma temo sarà alquanto inevitabile andare a elezioni anticipate. E quindi il Pd, anche dando vita a un'alleanza del tutto nuova, deve farsi trovare pronto, perché non credo che il consenso che c'è attualmente verso il Governo incarica durerà a lungo》.

 

Non ha mai nascosto il suo favor per Nicola Zingaretti, nella "lunga marcia" verso il dopo-Martina. Però al di là della sua calabresità – e lei si trova adesso in Calabria... - ha sempre detto di apprezzare Marco Minniti, peraltro "pezzo da 90" del Governo guidato proprio da lei...

《Dico "no" a un equivoco: la mia convergenza su Zingaretti non significa affatto che Marco non possa incarnare una leadership adeguata per un partito atteso dalle sfide di un mondo che cambia. Anzi. Minniti la può incarnare, eccome; come può incarnarla lo stesso Maurizio Martina, come anche altri candidati alla segreteria nazionale. Io personalmente, per la verità, penso proprio che diversi candidati abbiano tutte le qualità per poter guidare il Partito democratico. Tra i diversi candidati, perché poi è chiaro che alla fine occorre operare una scelta..., io sottolineo il fattore-Novità che a mio avviso va a vantaggio di Zingaretti... ma ci mancherebbe altro!, che io non dessi un giudizio largamente positivo sulla figura e l'operato dei miei due ex ministri, e in particolare su Marco Minniti. E certo non solo perché adesso mi trovo in Calabria》.