Incendi in Calabria, Udicon: “Un problema da affrontare subito”

Con l'arrivo dell'estate gli incendi tornano a minacciare il patrimonio boschivo del nostro paese, in particolare la Calabria che, negli ultimi anni, ha visto andare in fumo diverse centinaia di migliaia di ettari di boschi ed il fenomeno è in aumento anno dopo anno.

L' U.Di.Con., da sempre impegnata, anche, alla salvaguardia del territorio, e consapevole che "prevenire è meglio che curare", ha provveduto a scrivere – tramite il suo Presidente Nazionale Denis Nesci – agli Enti interessati per esporre il proprio parere e la propria preoccupazione da un punto di vista economico, oltre che ambientale e di sicurezza.

In una nota indirizzata alle Prefetture Calabresi, alla Protezione Civile, all' Assessore Regionale preposto ed alle sedi territoriali delle U.O.A. (Unità Operative Autonome) sparse nella Regione), Denis Nesci chiede una maggiore attenzione ed un adeguato piano di interventi in vista dell'imminente periodo in cui si verifica tale problema: "La prima causa sono le condizioni meteorologiche: aridità, alte temperature, bassa umidità, forte vento, l'eccezionalità climatica sarà sempre più la causa di incendi quindi potenzialmente più rapidi, intensi e di larghe dimensioni. La seconda causa, prosegue il Presidente Nesci, è legata alla diffusione dei casi di incendi volontari o da comportamento irresponsabile. Ma la causa prevalente sono i comportamenti colposi collegati a noncuranza, negligenza, imperizia e sottovalutazione del rischio".

"Una scarsa attenzione alla prevenzione attiva degli incendi, è la terza e, forse, la principale causa degli incendi estivi causa. Prevenzione diretta significa realizzazione e manutenzione di fasce tagliafuoco, riduzione del materiale combustibile, pulizia delle fasce laterali delle strade e di quelle sottostanti le linee di comunicazione - continua Denis Nesci - innanzitutto il taglio degli alberi di quelli malati e secchi, e quindi più a rischio incendio, va fatto in maniera corretta e responsabile. In questo senso, la certificazione forestale obbliga ad un monitoraggio costante delle risorse forestali ed è quindi lo strumento migliore di prevenzione. Poi è fondamentale un'azione di pulizia del sottobosco, perché un territorio curato rappresenta un ostacolo al propagarsi delle fiamme, mentre la mancata manutenzione del sottosuolo non permette ad esempio all'acqua piovana o a torrenti ostruiti di essere assorbiti dal terreno. Allo stesso modo devono essere curati i prati e tutte le aree verdi all'interno delle città, con la rimozione regolare dell'erba alta. Occorre inoltre perseguire un corretto smaltimento dei rifiuti, che non vanno abbandonati al confine delle aree boschive o al loro interno - conclude Denis Nesci - non solo perché sono veicolo d'incendi ma perché, qualora dovessero prendere fuoco, rappresenterebbero un rischio molto elevato per la salute".

Anche il vice Presidente Regionale dell'U.Di.Con. Calabria Nico Iamundo, interviene sulla questione dichiarando e suggerendo che "vanno creati dei punti d'acqua e una viabilità forestale tali da consentire interventi tempestivi in caso di incendio, compresa la costruzione di infrastrutture come punti di atterraggio per elicotteri. Ma va anche organizzato il sostegno, la formazione e il mantenimento dei vigili del fuoco volontari. Infine non vanno trascurate le campagne di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini, cosa che l'U.Di.Con. che io rappresento si impegna a fare, che devono essere consapevoli e partecipi del fatto che il bosco non soltanto produce ossigeno ed assorbe anidride carbonica, ma ha il compito di tutelare l'assetto idrogeologico del territorio. Oltre naturalmente a trasmettere la conoscenza delle norme di sicurezza da rispettare quando ci si trova in un bosco, per prevenire gli incendi di natura colposa. I cittadini devono essere sensibilizzati che lasciare un sacchetto di immondizia a bordo strada può causare danni enormi all' ambiente".