Sanità in Calabria, U.Di.Con.: "E' emergenza, bisogna fare qualcosa di concreto"

"Nel territorio cosentino della Sibaritide potrebbe verificarsi un grave problema se non verranno assunti provvedimenti urgenti per garantire allo Spoke di Corigliano-Rossano la copertura di personale medico e professionale al momento insufficiente – scrive in una nota il Presidente Nazionale dell'U.Di.Con. Denis Nesci - leggiamo che lo Spoke di Corigliano-Rossano e quindi l'utenza di un comprensorio che conta circa 250mila abitanti, rischia di perdere il punto nascita di Corigliano. Una situazione folle, che si aggiunge alle tante criticità del sistema sanitario in Calabria più volte da noi denunciate, determinatasi a causa della cecità amministrativa e organizzativa in cui al momento versa la sanità calabrese e che oggi non risparmia la provincia di Cosenza e ancor più il territorio della Sibaritide. Chiediamo pertanto - continua Nesci - al commissario straordinario ed al governatore Oliverio un intervento deciso ed urgente per rimediare alle criticità dello Spoke di Corigliano-Rossano per evitare l'ennesimo e grave disservizio alla sanità territoriale. Constatiamo, altresì, che questa situazione emergenziale è l'ennesimo pericoloso segnale di grave crisi della rete ospedaliera calabrese, e che, oggi, interessa l'area della Sibaritide".

"La percezione chiara - aggiunge il Responsabile Provinciale U.Di.Con. di Cosenza, Ferruccio Colamaria - è che mentre si litiga sulla gestione della sanità in Calabria, la gente continua ad emigrare, ormai anche per curarsi e ricevere servizi che prima venivano regolarmente erogati dalla rete assistenziale territoriale. Evitiamo che un'abominevole ipotesi possa trasformarsi in una condizione di disagio gravissimo per la popolazione. Attendiamo - prosegue Colamaria - di avere riscontri concreti alle nostre missive indirizzate agli enti competenti su come la Regione e l'Azienda sanitaria vorranno risolvere l'ennesima questione di disagio venutasi a creare, ricordando che l'U.Di.Con. è pronta ad avviare tutte le azioni legali e di protesta a tutela del diritto alla salute dei cittadini, specie in quest'area che continua ad essere mortificata e maltrattata. Ormai siamo al limite - conclude Colamaria - l'ipotesi di chiusura dei reparti di Pediatria e Ostetricia nello Spoke di Corigliano-Rossano è semplicemente inaccettabile. Chiediamo chiarezza, la chiediamo a nome di un vasto bacino di utenza che pretende di sapere che cosa sta succedendo nello Spoke di Corigliano-Rossano. Prima è stata sospesa la funzionalità dei reparti e poi immediatamente è stata chiesta la revoca del provvedimento".

"Si rende necessario un provvedimento - dichiara Nesci - che assuma una via prioritaria, riguardo ad altra qualsivoglia necessità, è indispensabile garantire la sicurezza assistenziale a favore dell'utenza. Un'utenza che, in questo caso, si compone di neonati e bambini, di giovani donne, di mamme che, da ora, per curare le loro patologie potrebbero correre il rischio di doversi trasferire lontano da casa, in altri presidi ospedalieri in cui sono presenti le unità operative di Ostetricia e Pediatria. Il commissario Cotticelli deve agire con immediatezza a sciogliere tutti i dubbi sullo Spoke di Corigliano-Rossano, chiediamo un incontro immediato per studiare qualunque intervento che elimini ogni indugio, un intervento concreto ed immediato a favore di un territorio che rischia di essere spogliato dal diritto di accedere ai sacrosanti servizi sanitari. Ribadiamo il nostro pensiero, più volte espresso, che il lunghissimo commissariamento della Sanità in Calabria non solo non è riuscito a risanare la situazione economica della sanità calabrese, ma l'ha aggravata e portata sul punto di non ritorno. L' evidente incapacità dei vertici politici della Regione Calabria di interloquire con la struttura commissariale, ci portano a denunciare che i più elementari diritti alla salute dei cittadini calabresi sono calpestati - conclude Nesci - il Commissario ad acta e la Regione Calabria devono ammettere che la sanità in Calabria è in piena emergenza e urgono misure concrete ed immediate ed agire di conseguenza".