Calcio
 

Reggina: dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io

latriadedi Paolo Ficara - Stavolta, niente rinnovo. Così come non ci si doveva o poteva aspettare di far peggio della Paganese o del Racing Fondi, allo stesso modo era impensabile rivedere Agenore Maurizi alla guida della Reggina per la prossima stagione. Dispiace che, assieme a lui, non trovi fiducia un valido staff, comunque sprovvisto della medesima durata contrattuale. Stando al campo, gli amaranto hanno disputato un campionato da quartultimo posto: al netto delle penalizzazioni, il Matera è finito davanti e la Fidelis Andria alla pari.

In buona sostanza, alla fine della fiera e della fanfara per il tecnico che avrebbe raggiunto l'obiettivo (ma a gennaio il federale sognava i playoff), alle spalle della Reggina sono terminate, per l'appunto, solo le disastrate: Paganese, Fondi ed Akragas. L'unica maniera per fare peggio, sarebbe stata quella di privarsi di De Francesco e Porcino già da luglio scorso.

Sabato è arrivata la defenestrazione ufficiale. Perché di questa trattasi. Da notare come non sia stato specificato se il rapporto tra Reggina e Maurizi viene interrotto per dimissioni, esonero o risoluzione consensuale. Da maligni, potremmo pensare che il contratto cesserà di esistere nel momento in cui il signor calciodicomando troverà sistemazione altrove. In caso contrario, gli verrà riconosciuta una buonuscita. Insomma, siamo maligni ma fino ad un certo punto.

Maligni forse, nemici sicuramente no. Ma se dobbiamo passare per tali, non ci tireremo indietro nemmeno per la prossima stagione. Laddove non si possa essere tacciati né per nemici, né per pazzi, quando si evidenzia la gestione allegra del plenipotenziario di due anni fa. O la scelleratezza nel rinnovare il contratto di un allenatore, all'indomani della sconfitta contro l'ultima in classifica.

Quest'anno così come l'anno scorso, la proprietà addiviene alle medesime conclusioni del Dispaccio. Sempre con cinque o sei mesi di ritardo. Chi veniva ritenuto amico, indispensabile ed al centro del progetto, è stato messo alla porta. Martino un anno fa, di questi tempi. Maurizi, oggi. Ma durante il campionato, ha fatto comodo far passare per rompiscatole, criticone e prevenuto chi svolgeva semplicemente il proprio mestiere. Con un pizzico (giusto un po') di presunzione, lo svolgeva molto meglio di chi guida indegnamente la prima squadra della città.

Ad ascoltare il presunto nemico, ci si sarebbe risparmiato qualche contratto pluriennale. Poi è normale che il federale si spaventi dei rinnovi: gli unici due soggetti a cui ha concesso una fiducia a lunga scadenza, li ha dovuti allontanare prima che combinassero ulteriori danni. Uno lo ha già pagato a vuoto tramite buonuscita, ora speriamo esista qualche bisognoso in cerca delle cure di Maurizi. Gli amici (a tempo) hanno portato a mala strada. Metaforicamente parlando.

Occhio: il detto "dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io", è valido solo quando i nemici esistono realmente.