Calcio
 

Reggina: nove campionati in B per 70 anni, poi il Sant'Agata...

santagatasededi Paolo Ficara - Una medaglia dai due risvolti, o due medaglie di metalli diversi? La Reggina del nuovo corso dirigenziale Branca-Taibi sta provando a dare un'impronta: riavvicinare la tifoseria, senza tralasciare il rapporto qualità-prezzo nella scelta di staff tecnico e calciatori. Sul loro operato emergono i primi segnali positivi: su tutti l'individuazione di un allenatore (Cevoli) e di un responsabile del settore giovanile (Belardi) per i quali, in virtù delle risorse a disposizione, difficilmente si sarebbe potuto trovare di meglio.

Le spalle di Taibi sono larghe, ma nemmeno King Kong ce le avrebbe larghe abbastanza per coprire tutte le manchevolezze della proprietà. Ad una decina di giorni dalla scadenza del bando, sta maturando la rinuncia al Sant'Agata. Un'uva giudicata al momento acerba, che potrebbe ridiventare succosa qualora l'asta andasse deserta.

Che il centro sportivo sia sovradimensionato per una compagine di Serie C, lo abbiamo evidenziato in passato. Che al giorno d'oggi non si ottengano cifre a 6 zeri dalla cessione di un giovane, dopo averci impiegato anni per allevarlo in casa propria, è un dato di fatto relativo all'attuale congiuntura economica. Ma se davanti ad un problema non ci si presenta con la soluzione, il problema non sparisce. Anzi.

Rinunciare al Sant'Agata, significa di fatto rinunciare ad essere il faro del calcio giovanile a livello regionale. Un potenziale talentino di Caulonia, per non dire del crotonese o del cosentino, a parità di condizioni può preferire la firma col Catanzaro, tanto per fare un esempio. Ridurre (o eliminare) l'investimento sulla struttura, per forza di cose, comporterà una sempre minore capacità di cernita su un serbatoio abbastanza ampio, causa perdita di attrattiva.

La Reggina ha 104 anni. Per 70 anni non ha dedicato molta attenzione al settore giovanile, ottenendo come risultato 9 campionati di Serie B. Dopo il fallimento del 1986, l'acquisto in blocco del Conegliano del compianto Mario Biason e la creazione del Sant'Agata, ritorno in B e 9 campionati di Serie A. E qualcuno ha pure avuto il coraggio di chiamarla combinazione.

Sarebbe il caso di dire ai tifosi su quale "combinazione" ci si intende basare per il futuro. Esiste un progetto per consentire un salto di categoria entro il 2021? Facciamo 2026? Oppure si continua a vivacchiare con l'unico obiettivo, a giugno 2019, di aver speso 15 centesimi anziché i 20 preventivati? Prima o poi i centesimi finiranno, se non esiste un'idea per farli fruttare. E quando finiranno, saremo nella cacca tutti: tifosi, giornalisti ed attuali dipendenti.

Se ad oggi può non risultare conveniente puntare sul settore giovanile, bisogna con umiltà riconoscere che l'idea di Foti circa lo stadio di proprietà sarebbe da riprendere. E Foti non avrebbe di sicuro messo di tasca sua le decine di milioni necessari. Esistono i fondi d'investimento, per supportare progetti ritenuti credibili. Al momento, ci sono due medaglie alla guida della Reggina. Ma è quella dal metallo più pesante che ci sta trascinando verso il basso.