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Urbs Reggina, il primo trimestre di Taibi: ok in matematica, rimandato in storia

taibisciarpadi Paolo Ficara - Le pagelline per le materie principali. A Massimo Taibi resta una settimana di tempo, in virtù di una proroga fino al 31 agosto del calciomercato di Serie C, per dare l'ultima aggiustata all'organico della Urbs Reggina. Il ds ha dovuto operare con un budget risicato, fin qui dovrebbe essere riuscito a far quadrare il monte ingaggi. Allestendo una squadra da metà classifica, che solo con la sagacia del tecnico Roberto Cevoli potrà insediarsi subito dietro le varie Casertana, Catania, Catanzaro, Juve Stabia e Trapani, tutte oggettivamente superiori.

Taibi ha centrato obiettivi ritenuti primari, come Salandria, Conson o Viola. In tanti altri ruoli, sono arrivate seconde o terze scelte, come è normale che sia. Essere partiti in anticipo non ha consentito di finalizzare situazioni di mercato, tra cui quelle con Torino (Cucchietti) e Parma (almeno un paio di giovani già rodati in C), che apparivano ben avviate. Ciò ha comportato l'arrivo di under da altre compagini: tra questi, il solo Confente è titolare, se escludiamo Tulissi, ripreso da Taibi ma assieme a Marino scovato dalla precedente gestione.

Nel reparto arretrato, nella speranza che Confente si riveli all'altezza di Cucchietti, come centrali si registra l'addio a Laezza e Ferrani, da anni presenti in organici costruiti per salvarsi, e l'arrivo di Conson e Redolfi che facevano parte di team di alta classifica. Ottimo l'impatto di Kirwan, da rivedere Zivkov in fase difensiva. Tolta l'incognita portiere, è il settore che più di tutti può dirsi migliorato rispetto alla squadra che ha concluso lo scorso torneo.

Per quanto riguarda il centrocampo, non reggerebbe il confronto con i pari ruolo che iniziarono la stagione 12 mesi fa. Le giocate di De Francesco e gli inserimenti di Porcino, senza considerare la duttilità di entrambi, erano tanta roba. Troppo presto per farsi un'idea su Petermann, e si è in attesa del recupero di Franchini: questi gli elementi chiamati, forse più degli altri, ad assicurare qualità ed imprevedibilità. Da capire soprattutto chi possa garantire un cambio di passo nei momenti difficili: oltre alla dote naturale, in questa categoria serve personalità.

L'attacco va completato dopo la rinuncia a Sciamanna, lasciato andare alla pari grado Cavese. Ci limitiamo a far notare i numeri, dato che nel calcio si vive soprattutto di momento attuale e non di passato o di curriculum. Bianchimano 9 gol, Sciamanna 4 più Sparacello 2 per un totale di 15, a secco i vari Samb, Arras e Franchi. Sono stati rimpiazzati, sempre con riferimento ai gol segnati nella passata stagione, da Maritato (2), Sandomenico (4), Emmausso (2), Viola (2), Ungaro (2). C'è da sperare che la continuità di utilizzo giovi soprattutto a Sandomenico, ma i numeri dicono che non c'è una oggettiva base ottimistica di partenza, se si vuol migliorare. Vediamo cosa riserveranno le ultime battute di mercato.

Se in matematica il voto, per Taibi, si può attestare sulla sufficienza o poco sopra, va sospeso il giudizio sulla filosofia. La squadra schierata in coppa contro la Vibonese è al tempo stesso inesperta, ma con poco eventuale minutaggio all'attivo in vista del campionato. Tre under, di cui due '98 ed un '97. Ed una sfilza di giocatori nati tra il 1994 ed il 1995, con non moltissime presenze all'attivo (Salandria a parte). Se si voleva puntare ai piani alti, serviva più esperienza. Ma, in sede di presentazione, si è parlato di "calcio sostenibile": in questo senso, la filosofia seguita da Basile e Maurizi, nei fatti, era stata più coerente con le intenzioni.

Quando il fratellone Taibi ultimerà le operazioni di mercato, avrà il tempo per riparare nella materia in cui, se lo volessimo giudicare oggi, la bocciatura sarebbe inevitabile. Ossia: storia. Prima di inoltrarsi in giudizi lesivi della reputazione altrui, studi e si informi. Se vuole andare oltre i confini di Rosarno e Monasterace, potrebbe informarsi su cosa sta accadendo ad Avellino, dove un'associazione di tifosi è proprietaria del marchio e sostiene che con esso cammini la loro storia. Ma come prima lettura, gli suggeriamo di fermarsi in ambito locale. Su un'autorevole testata, nell'autunno scorso, è apparsa una lectio magistralis sulla materia. L'articolo si concludeva con uno sprone all'unica società professionistica di Reggio Calabria, a partecipare al bando per la vendita dei beni materiali ed immateriali della Reggina Calcio. Eccone l'estratto:

E se tu vuoi riconoscere l'esistenza di una persona non puoi dirgli "va bene, tu esisti, ma solo da due anni a questa parte, dimentica tutto il tuo passato...". Anche perchè tra poco, pochissimo, per costruire il futuro, alla società amaranto sarà chiesto di partecipare ad un'asta – per S.Agata e storia, appunto – per riprendersi il suo passato e non più in affitto. E stavolta, non sarà più gratis, stavolta non basterà più solo sorridere alla storia. Là serviranno, occhio e croce, da 500.000 euro in su. Ma questa – appunto – è un'altra storia...". Sport Strill in data 19 ottobre 2017, f.to il fratellone Branca. Poi, come risaputo, il bando per la vendita (meno di 400.000 euro) è andato deserto. Mentre, ad incarico del nuovo club manager ormai ufficiale, storia e Sant'Agata se li è affittati Girella. Oppure è un'altra storia, quella?

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