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Reggina, Falcomatà: "Potenziali investitori? Qualche messaggio è arrivato"

falcomatagiuseppe4gendi Paolo Ficara - Alla ricerca di soluzioni. Giuseppe Falcomatà non si tira indietro, chiamato ufficialmente in causa per risolvere i guai della Urbs Reggina. Il sindaco di Reggio Calabria si è espresso a Radio Reggio Più, senza troppi giri di parole: "C'è stato un incontro molto cordiale e garbato con i vertici della società. Il presidente mi ha manifestato le difficoltà a proseguire, anticipandomi la volontà di procedere ad una manifestazione d'interesse rivolta a soggetti potenzialmente interessati ad acquisire le quote – ha dichiarato il primo cittadino al programma CBasta – Citrigno? Il sindaco ha il compito di incontrare chi manifesta l'interesse ad investire in città. Sta nell'autodeterminazione dell'imprenditore stesso, valutare se esistono le condizioni".

Tra potenziali investitori ed intermediari, è stato chiesto al sindaco Falcomatà se qualcuno si è fatto avanti: "La Reggina è una società appetibile. Niente nomi, per questione di rispetto. Ma qualche messaggio è arrivato. Data la manifestazione pubblica della P&P, sapremo in poco tempo se c'è un interesse concreto".

Il primo cittadino non ha negato la possibilità di copiare il "modello Bari", e nelle passate settimane il collega pugliese De Caro aveva rivelato di poterlo mettere in contatto con la famiglia Moratti. È chiaro che se Falcomatà coltiva anche la minima speranza di coinvolgere imprenditori di tale calibro, porterà avanti nel massimo riserbo ogni contatto.

Per quanto riguarda l'ambito locale, starebbero prendendo corpo due piste. L'aumento di capitale a un milione di euro, chiesto senza successo dalla minoranza in assemblea, potrebbe non essere stato casuale: non è da escludere che il vicepresidente Giuffrè e gli altri soci della Urbs Reggina, stiano approfondendo qualche contatto per avere man forte. L'altra opzione, sempre legata al territorio, riguarderebbe il coinvolgimento di giovani forze imprenditoriali, al momento esterne all'attuale società: chi li sta mettendo assieme, potrebbe palesarsi con qualche dichiarazione nelle prossime ore.

Senza voler passare per narratori, ci tocca puntualizzare la situazione (secondo il nostro punto di vista) per questione di chiarezza. Ci sarebbe da rilevare un costo di gestione per un totale di 10 mensilità, riferite alla stagione attuale, da corrispondere al lordo a prima squadra e staff tecnico. Senza contare trasferte, settore giovanile e spese accessorie. L'eventualità di ricevere punti di penalizzazione, per questioni legate ai contributi delle mensilità luglio/agosto nonché alla spada di Damocle della fidejussione, se e quando si verificherà saremo già in inverno inoltrato. Sono in essere fino al 2020 circa una dozzina di contratti, con qualche buon giocatore dal quale si può provare a racimolare qualcosa, assieme ad altri che allo stato attuale rappresenterebbero un peso. Inoltre, la prima squadra è al momento "appoggiata" a Gallico per gli allenamenti.

Ereditare un simile fardello, per accontentarsi di una salvezza in Serie C che di certo non farà schizzare l'entusiasmo alle stelle da qui a maggio, è roba per chi ha passione sviscerata. Ogni costo d'ingresso superiore a 1 euro, rebus sic stantibus, a nostro modesto avviso metterebbe in fuga ogni imprenditore serio. E non certo per questioni di braccino corto.