Catanzaro
 

La rivoluzione della Ra.Gi. mette radici in Calabria: la Teci e il borgo di Cicala protagonisti a San Pietro Apostolo e Soveria Mannelli

Un cammino lungo dieci anni, quello della Ra.Gi., nella cura delle demenze. Un percorso rivoluzionario che sta incontrando un largo consenso a livello nazionale e, anche se più lentamente, si sta affermando anche in Calabria.

L'ideazione del metodo Teci (Terapia Espressiva Corporea Integrata) per la cura ed il contenimento naturale delle demenze da parte di Elena Sodano, presidente dell'associazione, ha condotto ad un cambiamento dell'imprinting della cura di queste patologie, che prima era solo farmacologico, introducendo l'idea di un approccio che da assistenziale diviene esistenziale. Dopo la pubblicazione del volume "Il Corpo nella Demenza" (Maggioli Sanità, 2017), scritto dalla stessa Sodano, in tutta Italia si è parlato e si continua a parlare della Teci, nell'ambito di convegni e forum di spessore. L'ultima tappa del percorso è stata la città di Savona, dove il 6 ottobre Elena Sodano è stata tra i protagonisti più attesi del convegno nazionale "Malattia di Alzheimer al Centro Diurno a Savona", organizzato dalla Cooperativa "Cooperarci" di Savona, presieduta dalla dottoressa Laura Genco. Il prossimo appuntamento si svolgerà ad Udine nel mese di novembre.

Benché con maggiore lentezza, la rivoluzione messa in atto dalla Ra.Gi. sta mettendo radici anche in Calabria, anche grazie alla partecipazione a numerosi eventi svolti con lo scopo di informare e sensibilizzare le famiglie e gli operatori del settore sul complesso tema delle demenze, che coinvolge non solo chi ne è affetto, ma tutta la famiglia.

Si è parlato di questa tematica domenica 14 ottobre nella Sala Convegni del Comune di San Pietro Apostolo nell'ambito dell'incontro organizzato da Tiziana De Santis, referente della Ra.Gi., alla presenza del vice sindaco di San Pietro Apostolo, Maurizio Tomaino; della dottoressa Elena Sodano; del dottor Eugenio Sirianni, medico di base; della dottoressa Graziella Mazza, psicologa e psicoterapeuta; del sociologo Davide Costa e del ricercatore indipendente, Antonio Molinaro.

Il messaggio di una vita da vivere pienamente in autonomia e normalità, anche dopo la diagnosi di demenza, sta attraversando in modo capillare il territorio anche grazie alla creazione del primo borgo calabrese "amico delle demenze", nato a Cicala nello scorso mese di maggio. Un progetto attuato dalla Ra.Gi. in collaborazione con la locale amministrazione comunale, guidata da Alessandro Falvo e con la Federazione Alzheimer Italia e parte dell'iniziativa Dementia Friendly Community Italia.

Cicala è anche la sede del Centro Diurno "Antonio Doria", che insieme allo Spazio Al.Pa.De. di Catanzaro, viene gestito dalla Ra.Gi. con l'applicazione della metodologia Teci che è capace di creare un ponte comunicativo tra il terapeuta e il paziente, basandosi essenzialmente sul risveglio delle emozioni, mediante il movimento ed il contatto corporeo.

Questi contenuti sono stati trattati anche nell'incontro svolto ieri, 16 ottobre a Soveria Mannelli nella Casa delle Idee "G. Marotta". Organizzata dal Distretto Sud-Ovest e dalla sezione di Soveria Mannelli dell'associazione Fidapa, l'iniziativa si è arricchita di interventi di spessore e della presenza di numerose autorità civili del comprensorio. Erano presenti: l'assessore Francesco Scalise, in rappresentanza dell'amministrazione comunale di Soveria Mannelli, guidata da Leonardo Sirianni; il sindaco di Decollatura, Angela Brigante e il sindaco di Cicala, Alessandro Falvo. È intervenuto per un saluto anche Don Roberto Tomaino, parroco di Soveria Mannelli.

I lavori sono stati introdotti da Mimma Caloiero, presidente della Fidapa di Soveria Mannelli. Ad introdurre il tema del convegno Vincenzina Nappi, past president del Distretto Sud Ovest della Fidapa. Il titolo dell'incontro, moderato da Teresa Pullano, past president della sezione Fidapa di Soveria Mannelli, era "Relazioni Terapeutiche. I nuovi approcci alle malattie da demenza", un tema che è stato affrontato da vari punti di vista, per poi concludersi con le considerazioni di Giusy Porchia, presidente del distretto Sud Ovest della Fidapa.

La dottoressa Caterina Ermio, neurologa e presidente nazionale dell'AIDM (Associazione Nazionale Donne Medico) ha relazionato sugli sviluppi delle neuroscienze, ponendo l'attenzione anche al concetto di medicina di genere e di neurobiologia delle emozioni. Tra i relatori anche la dottoressa Francesca Rubbettino, musico terapeuta, che ha spiegato cos'è la musicoterapia, quali sono i benefici di questo metodo di cura e come esso si possa applicare anche nel campo della cura delle demenze. Elena Sodano ha chiarito quali sono le basi scientifiche del metodo Teci e come esso "si basi sul recupero del vissuto dei pazienti affetti da demenza per cercare di preservare le abilità residue e costruire un nuovo percorso di vita, nonostante la malattia. Perché la diagnosi di demenza non pone fine all'esistenza di una persona. I malati di demenze hanno diritto a nuove possibilità terapeutiche e la Teci rappresenta proprio questo, senza escludere i familiari e i care giver, per i quali l'insorgere della malattia è una dolorosa sfida da affrontare con tanto coraggio, ma non da soli. Dunque gli aspetti umani ed esistenziali vengono messi in primo piano rispetto ad un approccio esclusivamente medico e farmacologico, utile in fase di valutazione e in parte della cura di queste malattie. Un approccio che non può essere l'unico".