Cosenza
 

Seviziano e uccidono cane nel Cosentino: chiesti 16 mesi per i quattro giovani

Cane Angelo 1Sedici mesi di reclusione: è questa la richiesta di condanna avanzata dal pm Maurizio De Franchis, per quattro giovani accusati di avere seviziato ed ucciso a Sangineto (Cosenza) un cane randagio, soprannominato Angelo, e di avere postato poi il video su Facebook. Il gup del Tribunale di Paola (Cosenza), dopo la requisitoria dell'accusa e le arringhe delle parti civili e dei difensori è entrato in camera di consiglio per emettere la sentenza. Il pm, durante il proprio intervento, ha sottolineato "la crudeltà e la non necessità del gesto perpetrato". Alla sbarra ci sono Nicolas Fusaro, Giuseppe Liparato e i fratelli Francesco e Luca Bonanata accusati del reato di "uccisione di animali". Questi ultimi due imputati, prima della requisitoria dell'accusa, tramite i loro legali, avevano avanzato al giudice Cosenza la richiesta di "ammissione ai servizi sociali". Se il giudice avesse accordato l'istanza il processo si sarebbe sospeso e il reato contestato si sarebbe estinto al termine della misura alternativa.

Non c'erano però i presupposti, vista la gravità della vicenda, affinché i giovani potessero accedere a tale percorso riparativo. Al termine poi della camera di consiglio, durata oltre due ore, il giudice ha ammesso circa una trentina, escludendone altre dieci, di associazioni animaliste. I quattro ragazzi, secondo le indagini condotte dal pm della Procura di Paola, Francesca Cerchiara, filmarono con il telefonino tutta la scena: prima attirarono il cane, che era docile e mansueto, poi lo impiccarono ad un albero ed infine lo uccisero con colpi di pala sulla testa. Angelo sarebbe stato seviziato poiché ritenuto "responsabile" della morte di alcune capre. Il video dell'uccisione divenne presto virale sui maggiori social network. I giovani alla sbarra sono accusati "in concorso tra loro e con crudeltà e senza necessità, di un medesimo disegno criminoso e di aver torturato un cane randagio, catturandolo, impiccandolo ad un albero, stringendogli una fune intorno al collo, colpendolo ripetutamente e con violenza con una spranga fino a cagionare la sua morte. Il tutto riprendendo la scena in un video successivamente pubblicato su Facebook". Adesso tutti e quattro rischiano una dura condanna.