Cosenza
 

Fermo biologico della pesca, interviene la Senatrice M5S Rosa Silvana Abate: "Siamo a lavoro per i pescatori. Bisogna risolvere il nodo del porto nel quale possano essere tirate a secco le barche dei marinai di Corigliano Rossano"

«Pochi giorni fa – ha spiegato la senatrice pentastellata – è iniziato il fermo biologico per le marinerie italiane che ha imposto stop alla pesca, secondo un rigido calendario, per permettere il ripopolamento ittico del Mar Mediterraneo. Fermo restando che potrebbe, invece, è un regalo ai pescatori stranieri, ma su questo torneremo nel prossimo futuro, resta da risolvere il nodo del tiraggio a secco delle barche dei pescatori». Per la Abate non è possibile che il porto di Corigliano continui a non permettere ai pescatori di mettere al sicuro le proprie barche. «Nelle scorse settimane – ha continuato la senatrice – avevo incontrato una nutrita rappresentanza dei pescatori che lavorano nel Porto della Marina di Schiavonea per ascoltare le loro impellenze e in sede di riunione lamentavano anche il fatto che nel periodo di fermo biologico, sono costretti a tirare a secco le proprie navi in porti molto lontani da quelli di Corigliano e spendere diversi soldi per poter riportare poi le barche in città». La Abate e il Movimento 5 stelle hanno a cuore questo problema che vessa diverse famiglie dell'area di Corigliano Rossano che vivono di pesca. S'è provato a usare il porticciolo dei Laghi di Sibari a Cassano ma ci sono dei gravi problemi di insabbiamento allo Stombi. «Alcune barche – spiega ancora la senatrice – vengo recuperate a Cariati ma anche lì iniziano ad esserci problemi di insabbiamento. A Cirò Marina, invece, c'è un'ordinanza che permette l'accesso al servizio solo ai residenti della zona». Quindi i marinai di Corigliano Rossano sono costretti ad andare a Taranto, Molfetta o – addirittura per le barche più grandi – a San Benedetto del Tronto, con costi esorbitanti per il trasbordo e il trasferimento in sede. «Come membro della commissione "Agricoltura e pesca" – ha chiuso la pentastellata – sto portando avanti questa problematica già da tempo. Si lavora a soluzioni tampone ma si lavora, soprattutto, a risolvere le difficoltà che ci sono nel nostro porto. Non è possibile che nella struttura di Schiavone manchino acqua, luce e scarichi. E, soprattutto, non si possa usare il cantiere per il tiraggio a secco delle imbarcazioni. Non possiamo andare avanti così. Bisogna fare fronte comune per risolvere la situazione al più presto».