Cosenza
 

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Festival del Ghiaccio e del Fuoco: la Seconda Edizione al Castello Svevo di Cosenza

Dopo il grande successo della prima edizione, dal 19 al 20 ottobre torna uno dei più importanti eventi dedicati al fantasy e alla rievocazione storica: il Festival del Ghiaccio e del Fuoco. L'evento è oggi consacrato come prima celebrazione del genere fantasy del meridione, nonché una delle manifestazioni tematiche più originali di tutta Italia.
Nella splendida cornice del Castello Svevo di Cosenza per ben due giorni saranno celebrati temi e fenomeni legati al mondo del fantastico e di celebri serie televisive.

Nel corso dell'edizione 2018 particolare attenzione verrà riservata all'universo della serie televisiva "Vikings" ed alla mitologia norrena, con ospiti, concerti, scenografie e attività ludiche. Inoltre, come avvenuto nel corso della prima edizione, non mancheranno le attrazioni ispirate a "Il Trono di Spade", il fenomeno mondiale che ha appassionato milioni di spettatori.

Ospite di punta dell'evento sarà l'attore e doppiatore Flavio Aquilone (la voce italiana di Draco Malfoy in Harry Potter e del vichingo Hiccup in Dragon Trainer) che incontrerà i fan e discuterà della sua carriera durante uno spettacolo speciale previsto per la sera del 20 ottobre.


Ed è proprio la sera di sabato che verranno premiati alcuni degli abiti a tema più belli e curati. Per l'occasione, infatti, l'organizzazione ha lanciato ai visitatori l'invito ad indossare un "cosplay" fantasy, oppure un abito di rievocazione storica. A chi indosserà un abito o un cosplay a tema verrà anche offerta una riduzione sul biglietto di ingresso.

L'appuntamento è dunque per venerdì 19 e sabato 20 ottobre al Castello Svevo di Cosenza, dalle ore 17.00 fino a tarda serata. Il programma e le attività sono consultabili sulle pagine Facebook di Cosenza Comics and Games (https://www.facebook.com/cosenzacomicsandgames/) e del Castello Svevo di Cosenza (https://www.facebook.com/castellosvevocosenza/).

Il 13 e il 14 ottobre a Castrovillari il Festival degli editori calabresi

L'associazione italiana di Cultura classica, diretta dal docente Leonardo Di Vasto, attualmente impegnata alla conduzione della Biblioteca Civica, nel Protoconvento francescano, e promotore, insieme all'Amministrazione comunale di Castrovillari, della "Festa dell'Editoria calabrese", prevista per il 13 ed il 14 ottobre, offre con questa due giorni un ventaglio d'incontri a cui partecipano alcune editrici calabresi: Aurora di Corigliano Calabro, Brenner , Falco, Orizzonti Meridionali , Pellegrini e Progetto 2000 di Cosenza; ed ancora Città del Sole, Falzea, Gangemi e Laruffa di Reggio Calabria; Coccolebooks di Belvedere; AICC, Il Coscile e Prometeo di Castrovillari; Ferrari di Rossano Calabro; Jonia di Rende; La Mongolfiera di Cassano Jonio; Meligrana di Tropea e Rubbettino di Soveria Mannelli. Una rappresentanza che esprime le capacità di uomini e donne di lavorare per cercare di rappresentare al meglio il desiderio di tanti nello scrivere e trasmettere pensieri, conoscenze, dimensioni e concezioni.

Un'opportunità, dunque, per incontrare nuove produzioni letterarie e libri che, naturalmente, saranno il piatto forte dell'iniziativa della "Città che Legge" come è ormai appellato il capoluogo del Pollino dopo l'ambito riconoscimento ricevuto, anche quest'anno, da parte del Centro per la promozione del libro e della lettura, istituito come ente autonomo dal Mibact, che lo conferisce d'intesa con l'Anci–Associazione Nazionale Comuni Italiani- ed è volto a individuare quelle amministrazioni comunali dedite, attraverso un impegno costante, a sviluppare politiche pubbliche di promozione della lettura.

La carrellata delle presentazioni prenderanno il via sabato 13 ottobre , alle ore 9,30 nella sala consiliare del palazzo di città impegnata con gli studenti in un "Tu per Tu" con Nicola Gardini, docente di letteratura italiana e comparata all'Università di Oxford, autore del recente libro "Le dieci parole latine che raccontano il nostro mondo"; alle ore 17, invece, presso il Protoconvento francescano sarà la volta del romanzo di Moira Sola "Come d'improvviso" per le edizioni della Pellegrini; a seguire, alle ore 19, e sempre nel Protoconvento , a cura dell'Accademia Pollineana, l'opera di Maria Francesca Cosentino "Le cinque vie di Mavis" per la Maribor Editore.

Domenica 14 ottobre le proposte prenderanno il via di nuovo alle ore 9,30 nel Protoconvento francescano con il musicista Francesco Gesualdi, autore del recente CD, edito dalla nota Brillant classic, dedicato a Girolamo Frescobaldi; a seguire, ancora nel Protoconvento, a partire dalle ore 11,30,il docente dell'Università della Calabria, Giuseppe Trebisacce, presenta una raccolta di scritti di Antonio Guaresci, primo presidente della Regione Calabria; alle ore 17, sempre negli stessi ambienti il libro , edito da Il Coscile , di Emila Blaiotta, Lucrezia Linda, Flavia D'Agostino e Lucia Martino "La donna arbereshe ieri, oggi, domani" offrirà uno spaccato d'identità che risiede accanto alle nostre da oltre 8 secoli.

Durante la carrellata di appuntamenti, tra capacità umane e sensibilità protese, si potrà fruire della visita guidata della Biblioteca Civica "Umberto Caldora", della Sala "Francesco Paonessa", del Museo Archeologico e della Pinacoteca "Andrea Alfano" grazie all'Associazione di Cultura Classica e al Gruppo Archeologico del Pollino.

"L'Amministrazione comunale continua così- afferma il Sindaco, Domenico Lo Polito- a sostenere momenti legati alla promozione della lettura e delle proprie tracce, consapevole che queste sono parte di quell'elemento fondante che da forza e sostanza alla crescita e libertà della persona."

"Tali azioni – precisa - sono imprescindibili per la formazione e per le esperienze, attività, testimonianze e capacità le quali , ormai, hanno storia e tradizione nel nostro tessuto sociale, suscitato grazie a dedizioni che affermano cosa distingue una comunità con il suo desiderio di essere. E' un lavoro che richiede sensibilità e il coinvolgimento di tutti per un compito ben preciso: alzare il livello ed il tono, accompagnando."

A Torre Camigliati il convegno “Il Sacro e la montagna calabrese”

La vetta di un monte costringe ad alzare lo sguardo. È come un indice puntato verso il cielo, è il rimando allo Zenit e quindi alla luce, all'inaccessibilità, alla trascendenza rispetto all'orizzonte in cui siamo immersi quotidianamente. Il monte con la sua cima, che sembra perforare il cielo, ricalca la posizione eretta dell'uomo che si è alzato dalla brutalità della terra. È una sorta di simbolo della vittoria sulla forza di gravità ed in tutte le culture si ritrova, nel profilo verticale della montagna, un'immagine della tensione verso l'oltre e l'altro rispetto al limite terrestre, ed in tutte le religioni, un segno dell'Oltre e dell'Altro divino.

Una intera domenica dedicata allo studio de "Il sacro e la montagna calabrese" è quella che si è svolta nella suggestiva cornice di Torre Camigliati a Camigliatello Silano, grazie al Convegno organizzato dal Circolo di Studi Storici "Le Calabrie" e che ha richiamato studiosi ed appassionati da tutta la regione.

«Dopo la positiva esperienza dello scorso anno, quando si tenne nella stessa sede un incontro di studi sul tema "La Sila: usi, paesaggi, risorse" - ha spiegato Marilisa Morrone, presidente del Circolo di Studi Storici "Le Calabrie" - l'assemblea, su proposta del socio cultore arch. Pasquale Lopetrone, ha deliberato che l'evento di Torre Camigliati divenisse appuntamento annuale. La scelta di trattare la tematica della montagna calabrese è legata all'esistenza di un elemento comune tra il Pollino, la Sila, le Serre e l'Aspromonte ovvero la presenza di stanziamenti monastici e di luoghi di culto fin dagli albori del Cristianesimo. I più importati rilievi calabresi, infatti, hanno registrato, sin dal medioevo grandi figure di monaci e Santi – ha continuato la Morrone- importanti monasteri e venerati santuari meta di pellegrinaggi ancora oggi: S. Nilo, Gioacchino da Fiore, S. Brunone da Colonia, S. Nicodemo di Mammola, S. Leo di Africo, S. Fantino il Cavallaro; luoghi come l'abbazia Florense, la Certosa di Serra, il Convento domenicano di Soriano, l'abbazia di S. Nicodemo e il santuario di Polsi, il Santuario delle Armi, il Patirion, ne sono i più celebri»

A fare gli onori di casa è stata Mirella Stampa Barracco che ha sottolineato come «nel Parco Old Calabria si continui a fare della Cultura il motivo trainante della sua stessa esistenza – ha ribadito – pertanto al sodalizio con il Circolo per la promozione di tali discipline nella nostra regione»

A condurre gli astanti alla scoperta del sacro nelle montagne calabresi sono state le relazioni ad iniziare dal docente Unical, Pietro Dalena, che, partendo dalla lettera di S. Bruno a Rodolfo il Verde, prevosto di Reims, ha delineato le motivazioni della scelta della montagna quale sede preferita dai religiosi del Medioevo. «Bellezza del paesaggio, pace, tranquillità, vicinanza al Cielo, solitudine. E' così che le balze delle montagne calabresi pullulano di asceteri e laure; Gioacchino da Fiore, sulle orme del monachesimo italo-greco, si ritira nella profonda Silva Sila, S. Bruno alle sorgenti dell'Ancinale, S. Nilo nelle terrazze della Sila Greca. Sono sempre le montagne calabresi la meta preferita da monaci in fuga dall'oriente o dalla Sicilia conquistata dagli Arabi, come S. Vitale di Castronuovo che, dopo aver attraversato tutta la Regione, si insedia a Nord, nella zona dell'attuale S. Demetrio Corone».

La relazione di Enzo D'Agostino, Deputato di Storia Patria per la Calabria e storico della Chiesa, ha posto l'attenzione sull'occupazione monastica del versante jonico dell'Aspromonte nel medioevo che trova il momento clou nell'arrivo dei monaci greci dalla Sicilia verso la valle delle Saline, «Particolarmente significativo – ha detto D'Agostino –fu l'arrivo dei religiosi del monastero di S. Filippo di Agira fondatori di ben tre monasteri in provincia di Reggio. Si possono definire tre zone monastiche greche nel versante jonico dell'Aspromonte: la vallata del Torbido, la zona di Gerace e la vallata del Bonamico dove domina nel cuore dell'Aspromonte, il grande Santuario della Madonna della Montagna di Polsi, sovrappostosi ad un antico monastero di Popsi, già menzionato nel XIII sec.»

La relazione dell'archeologo Francesco Cuteri ha coinvolto con i racconti di eremiti e monaci nelle serre calabre «L'essenza della vita certosina, oltre le prove e le tentazioni sulle quali san Bruno si sofferma poco, le descrive in un passo famoso che paragona la montagna al deserto, dove gli uomini coraggiosi possono rientrare in se stessi quanto vogliono e dimorare nel loro cuore, coltivare intensamente i germi delle virtù e gustare con gioia i frutti del paradiso. La montagna –ha detto Cuteri – conserva le tracce storiche della fede delle popolazioni che hanno vissuto i diversi territori. Tracce ancora incontaminate e da scoprire». Per finire, il docente Unical, Mario Panarello si è soffermato sulle opere d'arte commissionate dai diversi monasteri nel tempo, e che rappresentano patrimonio ancora in gran parte sconosciuto e da valorizzare.

Al termine del convegno, un ampio e stimolante dibattito ha registrato gli interventi di Padre Bruno Macrì, Filippo Racco, Giacinto Marra, Luigi Morrone, Antonio Macchione, Vincenzo Naymo, Riccardo Allevato, Salvatore Spagnolo, Giulia Fresca, Salvatore Zurzolo e Maria Gabriella Morrone, presidente del Club per l'UNESCO di S.Giovanni in Fiore.

L'appuntamento a Torre Camigliati sarà nel mese di settembre 2019 mentre continuano le giornate di incontro e studio del Circolo "Le Calabrie" come quella che si svolgerà il prossimo 28 ottobre nel borgo di Gallicianò nonchè l'uscita del numero 11 della rivista "Studi Calabresi. Storia Arte Archeologia"

I prossimi appuntamenti al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza

I prossimi appuntamenti al Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza:- sabato 13 e domenica 14 ottobre, ore 18, ancora un doppio appuntamento per la XIX edizione della Stagione Concertistica AUTUNNO MUSICALE: DUE FANTASTICI CONCERTI CHE VEDRANNO L'ESIBIZIONE DI UN DUO VIOLINO E PIANOFORTE NORVEGESE E UN DUO VIOLONCELLO E PIANOFORTE TRIESTINO.

SABATO 13 OTTOBRE

"FOUR SONATAS - FOUR CENTURIES"

quattro secoli per quattro sonate per violino e pianoforte: dalle sonorità di Handel alla tecnica compositiva di Franck passando per i fiordi norvegesi con le atmosfere magiche di Grieg.

MICHAEL SUSSMANN violino

TOR ERIK SEIME PETTERSEN pianoforte

DOMENICA 14 OTTOBRE

"SUITE CANTABILE"

la Romanza, il Canto, il Vocalizzo

per uno strumento "cantabile" come il violoncello.

TULLIO ZORZET violoncello

HELGA ANNA PISAPIA pianoforte

E domenica 14 ottobre si rinnova l'appuntamento con la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo, quest'anno dedicata al tema PICCOLO MA PREZIOSO. Intorno a questo tema il Museo dei Brettii e degli Enotri realizzerà le sue attività da rivolgere ai bambini e alle loro famiglie.
Una mattinata di racconti e giochi all'insegna del divertimento e della riflessione su quanto una piccola cosa, a cui spesso non facciamo caso o che diamo per scontata, possa essere preziosa: un semplice oggetto che rappresenta un pezzo di storia, un piccolo Museo che racconta il nostro passato, o una persona sconosciuta che può diventare un prezioso amico...
Ore 10.00: Accoglienza e registrazione
Ore 10.30: Colazione al Museo
Ore 11.15: Caccia al tesoro per bambini accompagnati dagli adulti
Per informazioni: 098423303

Boom di visitatori per la 38^ Sagra dell’Uva e del Vino di Donnici

"Sono, come sempre, tre giorni meravigliosi per il territorio di Donnici. Una frazione vestita meravigliosamente a festa per celebrare i prodotti che la rendono famosa in tutto il panorama provinciale e regionale: l'uva e il vino. Gusto, tradizione e divertimento caratterizzano la nostra Sagra, attirando migliaia di visitatori provenienti da tutta la Provincia ed oltre".

Con queste parole Francesco Spadafora, Consigliere Comunale di Cosenza, nonché espressione del territorio donnicese, commenta il grande successo dei due primi tre giorni della 38^edizione di Sapori d'Autunno, ovvero la manifestazione che preso il nome della Sagra dell'Uva e del Vino Donnici, la quale si concluderà questa sera con la sfilata nel borgo antico degli abiti tradizionali e lo spettacolo di "Francesco Gullo" e i "Verso Sud".

"La Sagra dell'Uva e del Vino di Donnici si conferma essere uno degli appuntamenti più attesi dell'autunno cosentino, che anche quest'anno nelle prime due giornate ha raggiunto numeri record di visitatori e appassionati – ha dichiarato Francesco Spadafora, Consigliere della città bruzia - è stato veramente bello vedere così tanta gente nel nostro territorio, con tanti eventi in ogni angolo del bellissimo e suggestivo borgo antico, con le aziende e le cantine di Donnici che in Piazza Mons. Bilotto hanno fatto degustare vini, formaggi e prodotti tipici della nostra terra".

Un risultato veramente straordinario, frutto di un grande lavoro e di una grande sinergia tra l'Associazione NEMESI, organizzatrice dell'evento, le aziende del posto e l'Amministrazione Comunale, che ha patrocinato e sostenuto economicamente questo collaudato appuntamento.

"Per tale successo desidero ringraziare – ha dichiarato Francesco Spadafora – l'infaticabile Rosaria Succurro, Assessore al Turismo e Marketing Territoriale, che ha lavorato con grande impegno e passione per la realizzazione di questa straordinaria 38^ edizione, che ancora, una volta, ha dimostrato di essere apprezzata da tutti coloro i quali desiderano trascorrere un weekend all'insegna del buon cibo, del bere e del divertimento".

"Un grazie va anche al Sindaco, Mario Occhiuto, che ha consentito, attraverso il finanziamento ed il supporto della macchina comunale, la realizzazione di tale tradizionale evento enogastronomico, molto importante sia per la valorizzazione delle eccellenze del territorio che per l'immagine di Donnici, sempre più proiettata ad accogliere rilevanti flussi turistici".

Allo stesso Sindaco, nella serata di ieri, dopo un video proiettato sul palco principale di Piazza Bilotto su quanto è stato realizzato in questi anni nella città capoluogo, l'associazione NEMESI, per il tramite di Roberto Cleo, direttore artistico della Kermesse, ha consegnato il premio del Grappolo d'oro, istituito per la prima volta nel 2012, "per la capacità di aver reso la città più bella e più attrattiva".

Stasera, dunque, ultima serata con l'arrivederci al 2019 quando la sagra festeggerà i suoi primi 5039 anni.