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Ecco le accuse all'ex sindaco di Taurianova, Romeo: "Era il referente politico delle cosche"

romeodomenicotaurianova600di Angela Panzera - "Le investigazioni hanno fotografato il rapporto affaristico tra alcune cosche di 'ndrangheta di Taurianova, Zagari-Fazzalari-Viola, e di San Martino di Taurianova, Hanoman-Maio-Cianci, con politici locali per la compravendita di voti in cambio di agevolazioni, per via amministrativa, di aziende mafiose o in tale orbita ruotanti". Sono parole durissime quelle scritte nell'ordinanza do custodia cautelare del gip distrettuale reggino che ha ordinato l'arresto dell'ex sindaco di Taurianova Domenico Romeo accusato dal procuratore vicario Gaetano Paci e dal pm antimafia Giulia Pantano di concorso esterno in associazione mafiosa. Per gli inquirenti le accuse sono lampanti. Il comune di Taurianova, che nel corso degli anni ha subito ben tre scioglimenti per infiltrazioni mafiose, era totalmente in mano alle cosche che appunto gestivano la vita pubblica grazie al presunto ruolo mafioso svolto dall'ex sindaco Romeo. " Sul versante istituzionale- scrivono gli inquirenti- poco è cambiato atteso che degli organi di controllo e di governo locale, continuano a far parte gli stessi soggetti appartenenti alle amministrazioni sciolte per infiltrazioni mafiose. Il quadro emerso è che nel comune di Taurianova la 'ndrangheta è riuscita ad infiltrarsi prepotentemente. In questa indagine, i fatti di reato emergono spesso dall'ascolto delle conversazioni ambientali di esponenti della minoranza politica, primo fra tutti Francesco Sposato che, nella precedente legislatura era a fianco ed uomo di fiducia di Domenico Romeo.

La rottura "politica" fra i due è senz'altro riconducibile all'ostruzionismo opposto dal sindaco al progetto imprenditoriale della famiglia Sposato finalizzato alla gestione del cimitero di Iatrinoli e alle connesse attività edili, ivi compresa la possibilità di percepire finanziamenti pubblici e fondi comunitari". Romeo è finito in manette questa mattina nell'ambito della maxi operazione congiunta, di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia, denominata "Terramara-Closed", insieme ad altre 47 persone. Per lui il quadro accusatorio è gravissimo. Secondo la Dda l'ex sindaco "forniva un concreto, specifico, consapevole e volontario contributo all'associazione mafiosa come referente politico del sodalizio essendo destinatario delle preferenze elettorale degli affiliati e delle preferenze di altri cittadini, fatte confluire da esponenti della cosca, nel corso di varie consultazioni elettorali, segnatamente all'elezione del consiglio comunale di Taurianova, avvenuta nel mese di maggio 2011 anche mediante sistemi di attenzione della libera competizione elettorale e di controllo della libertà del voto". Sindaco dal maggio 2011 fino alla data di scioglimento del consiglio comunale del luglio 2013 per la Dda Romeo "contribuiva al perseguimento delle finalità della cosca Zagari-Fazzalari-Viola, e di San Martino di Taurianova, Hanoman-Maio-Cianci di San Martino di Taurianova e dei singoli associati favorendo l'organizzazione e-o i suoi esponenti di vertice nel rilascio di autorizzazioni edilizie per la realizzazione di impianti serricoli e fotovoltaici in favore di aziende quali "Agripower srl" e "Agrienergia" riconducibili alla 'ndrangheta; settore imprenditoriale nel quale erano confluiti gli interessi comuni delle due cosche imperanti nel circondario taurianovese.

In particolare nella consultazione elettorale del 15-6 maggio 2011 (primo turno) e 29/30 maggio 2011 (secondo turno), stipulava un patto con l'articolazione 'ndranghetista delle cosche Maio-Cianci di San Martino di Taurianova e Zagari-Fazzalari-Viola di Taurianova, in virtù del quale prometteva di assecondare, se eletto, le istanze mafiose volte ad ottenere il rilascio di concessioni edilizie, in deroga al piano strutturale comunale, in favore delle aziende "Agrienergia" ed "Agripower srl" per l'istallazione di impianti fotovoltaci in cambio dell'impegno del sodalizio a procacciare voti in suo favore. Una volta eletto nella prospettiva del conseguimento e /o del mantenimento dell'incarico all'interno dell'assemblea elettiva del Comune si adoperava, mediante la strumentalizzazione del proprio ruolo istituzionale per conseguire l'obiettivo di rilasciare in favore delle società "Agrienergia" ed "Agripower" le necessarie concessioni edilizie per l'istallazione di impianti fotovoltaici e serre agricole all'interno delle particelle, tutte ubicate in Amato di Taurianova. Da un periodo precedente e prossimo al maggio 2011 fino alla data di scioglimento del consiglio comunale nel luglio 2013".

Un politico quindi che sarebbe sceso a patti con la mafia per essere eletto, un politico che una volta indossata la fascia tricolore da primo cittadino, infangandola, avrebbe mantenuto gli accordi con i clan. Tra Romeo e le cosche mafiose di Taurianova però non sono state sempre "rose e fiori" . Gli Sposato, famiglia satellite dei Fazzolari, finita al centro dell'inchiesta odierna, avevano sempre più pretese. Non gli bastavano tutta la serie di appalti "fagocitati" nel nome della 'ndrangheta pretendevano la gestione anche del cimitero per un decennio. "Non vogliono decidere solo sulla vita delle persone- hanno affermato gli inquirenti in conferenza stampa- ma anche sulla morte". Tutto doveva essere gestito dalle 'ndrine. E se questo tutto voleva dire accaparrarsi anche la gestione del cimitero di Iatrinoli, ben venga anche la gestione del campo santo. Sono pur sempre soldi. E sarà proprio l'appalto del cimitero a creare grandi fratture fra gli Sposato e il sindaco Romeo che da "politico al servizio delle cosche" diverrà al centro di una serie di atti intimidatori generati dalla violenza del clan. Arriveranno persino ad uccidere un cavallo che era di stallo in una sua proprietà. Un gesto la cui natura è chiaramente mafiosa. Una vera e propria escalation criminale che ha riguardato un soggetto che si sarebbe messo a disposizione della 'ndrangheta, la stessa che tutto dà e tutto toglie nel nome del denaro sporco e dell'illegalità.