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La mia idea di azienda come "bene collettivo" contro poteri forti e 'ndrangheta

progettodemasidi Antonino De Masi* - Nei prossimi giorni renderò pubblici alcuni elementi che reputo molto importanti per la nostra Regione.

Certamente in questi anni molti media si sono occupati di me per le mie battaglie sia contro lo strapotere delle banche che contro le aggressioni criminali della n'drangheta.

Da imprenditore, ho cercato sempre di continuare a fare il mio lavoro, motivato dalle forti "convinzioni" frutto della mia competenza e della mia esperienza sul territorio.

La consapevolezza delle criticità "ambientali" che bloccano e condizionano lo sviluppo dell'azienda (e del territorio) ma, dall'altra parte, con la certezza della bontà del proprio lavoro e della capacità di innovare, progettando e realizzando macchine e prodotti in grado di competere sui mercati mondiali, mi hanno spinto a pensare a delle soluzioni, cercando di immaginare un "antidoto" a tutto ciò.

Con tale spirito ho cercato, convinto anche dell'importanza degli aspetti sociali, di muovermi su due fronti:

- Il primo è quello di rompere il muro, la contrapposizione tra capitale e lavoro, tra imprenditore e lavoratore, dove si è sempre immaginato che l'incremento dei profitti sia anche figlio dello "sfruttamento" della mano d'opera. Ho invece costruito un "mio modello di azienda" nel quale i miei lavoratori parteciperanno agli utili facendo si che l'azienda stessa rappresenti uno strumento che può produrre benessere per tutti e quindi una risorsa da tutelare e proteggere. Insomma l'azienda diventa un bene pubblico, che va tutelato perché garantisce un benessere ed una forma di libertà economica.

- Il secondo elemento, fortemente innovativo e mai applicato in Italia, è una forma di public company, una società collettiva con una partecipazione sociale non speculativa. Insomma una partecipazione della società civile nell'azienda che condivide i valori ed i percorsi dalla stessa rappresentati.

Questi elementi che hanno alla base una forma di governance non solo trasparente ma partecipata ha lo scopo di far diventare l'azienda un "bene collettivo" che tutti hanno l'interesse di proteggere. Credo che questi elementi siano un giusto antidoto alle criticità del territorio, ma cosa ancor più importante sono anche uno stimolo ad un ruolo attivo da parte della società civile.

Sono questi elementi che, partendo dal sud, possono essere anche un riferimento per le diverse aree critiche del Paese.

Voglio inoltre portare all'attenzione di tutti il mio diritto/dovere a continuare ad operare su questo territorio:

- Perché anche a Gioia Tauro ed in Calabria si può fare impresa , certamente con tante difficoltà, ma si può. Credo che la mia sia una storia di un sud che ha dimostrato e dimostra una sua capacità di esistere di lavorare anche in contesti difficili, un sud per il quale ho messo a repentaglio la mia stessa vita perché credo nei valori e per tale ragione ho scelto di restare. Sto pagando per questo prezzi altissimi, con la certezza che prima o poi le organizzazioni criminali mi faranno pagare "l'onta" di averli denunciati, perché colpire me significa "educare il resto".

- Perché da imprenditore del sud ho portato avanti progetti industriali importanti ed innovativi, ho fatto ricerca coinvolgendo team di affermati ricercatori ed importanti Università. Il progetto Home S2 realizzato anche con l'Università di Trento ed i laboratori dell'Enea ne è una dimostrazione. Ho progetti e competenze nel mio settore che mi consentiranno di essere presente nei mercati del mondo.

- Perché voglio realizzare il mio "Progetto su Gioia Tauro" con alcune iniziative dalle importanti ricadute occupazionali:

a) Voglio creare un'incubatore in cui dare la possibilità ai giovani laureati calabresi che hanno dei progetti di poterli realizzare, così come ho fatto con il progetto del Bio forno. Si tratta di valorizzare i nostri cervelli dando loro la possibilità di innovare e dando a noi imprenditori la possibilità di fare business.

b) Voglio creare sulla base delle competenze tecniche e dei "valori etici" un sistema di formazione che possa consentire ai giovani calabresi di formarsi, in ambienti tecnici , e trovare lavoro (visto il bisogno di mano d'opera specializzata)

c) Voglio creare una filiera produttiva sul progetto delle case (Home S2) che creerà ottime possibilità lavorative, oltre ad altri progetti in cantiere.

- Perché la mia "storia" ha avuto ed ha un interesse mediatico anche internazionale (BBC, TV Svizzera , El Pais, History channel etc, TV Francese), oltre a servizi molto approfonditi realizzati dalle testate del TG1 e della Rai. Inoltre molti importanti autori hanno dedicato alla mia vicenda alcuni capitoli nei loro libri.

- Perché credo che quanto intendo realizzare, l'innovativo rapporto con i lavoratori e la public company, siano strumenti mai utilizzati prima in Italia ed hanno significati ancor più rilevanti in un "contesto territoriale" come il sud. L'azienda diverrà un bene "collettivo", una risorsa.

Questi sono i temi che sto cercando di rappresentare credendo che possano essere di interesse politico ed Istituzionale e per tale ragione ho organizzato una manifestazione pubblica nella mia azienda a Gioia Tauro per il 6 luglio a partire dalle ore 10,30.

Spero anche di riuscire a far capire che questa è una storia che "trasuda" dignità e valori ed il Governo potrebbe (dovrebbe) farsene carico come una dimostrazione di contrasto non solo alla mafia ma anche come segnale di un sud che, sfatando luoghi comuni, sa "combattere" e rigenerarsi con il lavoro e l'operosità, e che può diventare un modello di riferimento nella lotta al crimine.

Non voglio "pietere" attenzione, ma porre domande, prospettare delle opportunità e chiedere di essere sostenuto, nel nome di un "interesse generale" dato dal riscatto di questa terra.

 

*Imprenditore