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Mediterraneo, la culla del cinismo

migrantiannegatidi Nino Mallamaci* - Seguo i mondiali, come tanti. anzi, non lo faccio come vorrei, da malato di pallone quale sono, in quanto la ricezione del digitale terrestre a casa mia è pessima, e quando sono visibili le reti rai non lo sono quelle mediaset e viceversa. in questo periodo è il turno di mediaset: quasi sempre, mentre guardo una partita lo schermo comincia a essere solcato da scie di ogni forma e colore, e dopo qualche minuto compare, mentre io mi dedico alle imprecazioni le più varie, la fatidica scritta: segnale assente. Quando guardo un film, rai o mediaset che sia, nel 90 % dei casi mi perdo il finale.

Se si tratta di un giallo, segnale assente sostituisce la scena dove scoprono il colpevole. Se è un film romantico, la stessa scritta non mi fa sapere se la storia hai la sua canonica (e da me, romanticone, auspicata) happy end, o se i protagonisti vanno ognuno per la propria strada. Insomma: un grande, insopportabile, casino. Rare volte , tornando a Russia 2018, riesco a seguire il programma dove, tra mille cazzate, fanno vedere anche qualche immagine di calcio (in teoria sarebbero lì per questo, ma ormai le minchiate hanno invaso anche i riti sacri, come il pallone). A un certo punto, annunciata come si trattasse della resurrezione di Cristo, arriva la bbona di turno per la consueta inserzione pubblicitaria.

"Costa crociere, per vivere una magnifica esperienza nel Mediterraneo, tra ...."MA VAFFANCULO! Mi avvento sul telecomando, che come spesso accade non si trova anche se l'hai appoggiato vicino a te un minuto prima, e dopo averlo recuperato da qualche recondito spazio sotto la poltrona,cambio canale. Nel frattempo, faccio in tempo a vedere questi grattacieli solcare il mare nostrum pieni di gente che sorride, gioca, fa il bagno in piscina, si abbuffa come se non avesse assaporato roba commestibile da 10 anni. E mi viene, quasi irrefrenabile, la voglia di prendere una mazza da lavare e spaccare lo schermo, se non fosse che il televisore costa e i ricconi sulla nave non me lo ricomprerebbero. Quando vedo il nostro mare, io non riesco proprio a non pensare che esso non è il mare delle crociere e del divertimento, ormai da tempo e specialmente negli ultimi anni.

La contemplazione del nostro bello mare trasfigura immediatamente nelle immagini di morte dolore sofferenza fame. Sulle onde non ci sono barchette a vela, non materassini e salvagenti a forma di papera. Ci sono corpi esanimi, scialuppe e giubbotti di salvataggio, carrette stipate di occhi impauriti che scrutano l'orizzonte speranzosi. E sotto, in mezzo alle bellezze naturali e alla fauna acquatica, migliaia e migliaia di braccia che hanno smesso di nuotare, di gambe che hanno smesso di correre, di cuori che hanno smesso di battere ed amare. Questo è il Mediterraneo, già culla di civiltà, oggi cimitero di disumanità. Non crociere, sul mare Monstrum, maledetti voi e il vostro show che deve continuare sempre. Anche quando sotto il palcoscenico, dietro lustrini e pailettes, la vita ha perso il suo significato.

* Avvocato e scrittore