Lettere
 

"Le donne andrebbero tutte sterminate", CPO si difende: "Nessun intervento per rispetto e tutela privacy minore"

chindamo maria3Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di Laura Bertullo, presidente della Commissione Pari Opportunità di Reggio Calabria in risposta all'articolo del Dispaccio sul silenzio calato dopo la diffusione della notizia di una frase choc nei confronti della figlia di Maria Chindamo, l'imprenditrice scomparsa nel Vibonese nel maggio 2016 in circostanze ancora non chiarite.

Rinunzierei volentieri a risponderle, Sig.Cordova, tanto mi sciocca e tedia lo sperpero delle parole per difendermi dalla vacuità dell'umana insolenza, ma indole e formazione mi impongono di chiarire fatti e circostanze dentro cui vengo, mio malgrado, chiamata in causa; lo farò senza circonlocuzioni di sorta, reputo necessario parlar per come tossisco, poiché lei della mia tosse si è gentilmente interessato, acquattato da anni nella lista dei miei contatti Facebook, a far opera di spionaggio che neanche, al pari suo, la più fervida fantasia di un novellista noir.
Certa lei sappia perfettamente cosa siano le Pari Opportunità le spiegherò cosa NON sono, né debbono mai divenire, nella mia visione.
Pari Opportunità non sono luci da ribalta ad uso e piacimento delle componenti di Commissione, infondato e sleale è asserire che sia nostro dovere una reazione indiscriminata sulla vastità degli accadimenti nel territorio poiché è responsabilità di ogni attore, politico, sociale, istituzionale, e di tutti i professionisti del settore dell'informazione, assicurarsi di poter mettere voce senza ledere i diritti e ferire le sensibilità dei soggetti per la cui causa si perora.

Se questa Commissione ha ritenuto non opportuno intervenire sulla obbrobriosa dichiarazione della docente resasi colpevole di parole violentissime nei confronti delle donne lo ha fatto per una ragione precisa. Nei fatti in questione è coinvolta una minorenne e a nessuno, e dico a nessuno, è consentito diffondere notizie afferenti episodi in cui è implicato un minore se chi si prende cura del ragazzo non ha autorizzato la propagazione della notizia. Talvolta soltanto per buon senso.
Lei stesso ha dovuto, su richiamo degli avvocati, ritirare la nota stampa riguardante questa quanto mai triste vicenda, nota sicuramente da lei scritta in buona fede. Correggersi le ha fatto onore e lo dico con sincerità.
Il silenzio della Commissione Pari Opportunità della Città Metropolitana è dunque atto di meditazione ed assoluto bisogno di ottemperare alle regole di tutela della privacy della minore coinvolta nei fatti. I minori hanno diritto alla massima riservatezza, così ogni soggetto fragile le cui storie, la Commissione Pari Opportunità, leggerà e raccoglierà mai furtivamente ma in pieno accordo con la persona offesa e ferita; Sul piano generale questa Commissione intende essere cassa di risonanza per ogni disagio umano legato al mancato rispetto del principio di non discriminazione e alla violenza di genere ma su fatti di specie agirà nel rispetto delle emozioni di chi soffre, sedendo nel parterre ad ascoltare e capire, senza alcuna smania di occupare, a ogni piè sospinto, scene di ribalta sotto fulgidi riflettori.
In merito alla mia nomina come Presidentessa di questa Commissione stia sicuro, non mi interessano mostrine sui baveri della giacca né mi entusiasmano i "contentini", posso permettermi di più, posso permettermi del bene, da dare prima che da ricevere. Questo sa chi deve sapere, per rapporto fiduciario, di conoscenza personale vera e di stima autentica. Gli altri, alla mia vita e alla mia mente estranei, continuino ad allietarsi "con i miei sogni", per usare sue parole, leggendo il mio spazio sui social network, non può che farmi piacere.

Cordialità
Laura Bertullo
Presidentessa Pari Opportunità della Città Metropolitana.

Nota del direttore: 

Gentile signora Bertullo,
è rimasta in silenzio davanti a fatti gravissimi che hanno per vittima una giovane donna e trova l'ardire di rispondere a me, peraltro con toni risibili. Che orrore! Sarà mia cura tentare di capire quali siano i reali motivi che l'hanno indotta a tacere rispetto ai fatti di Palmi. Dato che lei non lo fa, tocca a me tentare di schierarmi tra la violenza (verbale e non solo) e le donne. Lo faccio volentieri, perché credo fermamente alla superiorità delle donne e al fatto che saranno le donne a salvare la Calabria.
Di certo non le donne come lei.
Devo tuttavia ricordarle che la sua parte politica, con in testa la presidentessa Laura Boldrini, organizzò una grande manifestazione a Reggio Calabria, di sostegno alla giovane di Melito Porto Salvo, vittima del branco. Anche in quel caso, la protagonista era una minore. Sto seguendo quel processo, in totale solitudine. La invito a interessarsi del caso. Ho ampia documentazione, se le va di dormire e sognare un po' meno e leggere un po' di più. Inoltre, mi dispiace per la sua tosse: potrei suggerirle di dimettersi per motivi di salute, visto che per quelli di decoro del ruolo dubito che lo farà?
In ultimo, sono costretto a ricordarle che sono acquattato tra i suoi contatti Facebook per "merito" suo, dato che nel lontano agosto 2014 mi scrisse: "Ciao Claudio. Dalla nostra pressoché totale estraneità mi piacerebbe informarti su una cosa che mi riguarda, non foss'altro per il nostro silente contatto su fb da diverso tempo oramai... Ti va?". Il suo messaggio successivo era destinato a chiedermi (più volte) un incontro affinché io sostenessi la sua candidatura alle Comunali del 2014: "Mi piacerebbe dunque sapere se .. insomma.. conoscere anzitutto il tuo orientamento politico per sperare nel tuo sostegno" mi scrisse. Incontro che, come potrà confermare, non è mai avvenuto nonostante la sua insistenza. E mi dispiace che la sua candidatura sia stata fallimentare.
Qualora non ricordasse le circostanze, potrei sempre pubblicare ulteriormente le conversazioni. Mi faccia sapere.

Claudio Cordova

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