Svuotavano i conti di anziani e invalidi nel Reggino, l’appello del procuratore Paci: “Denunciate alle forze dell’ordine”

Paci16maggio1"Abbiamo disarticolato le attività criminali di due gruppi spregiudicati che individuavano i patrimoni di vittime anziane e malate. Chiunque dovesse riscontrare anomalie nei propri conti o chiunque ha accertato furti si rivolga alle forze dell'ordine per consentire l'individuazione dei responsabili". È questo l'appello lanciato dal procuratore vicario di Reggio Calabria, Gaetano Paci, durante la conferenza stampa in cui sono stati esposti i dettagli dell'operazione "Mosaico" portata a compimento dai carabinieri del comando provinciale reggino ed in particolare dai militari della Compagnia di Villa San Giovanni. 29 sono le persone colpite da ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip reggino. In undici sono finiti in carcere mentre tutti gli altri agli arresti domiciliari. Le accuse mosse sono, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata al furto, furto in abitazione, ricettazione e riciclaggio, nonché peculato, simulazione di reato, calunnia, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale commessa dal privato, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, indebito utilizzo di carte di credito o di pagamento. L'inchiesta nasce nel marzo del 2014 quando un ottantenne di Samo è stato derubato del proprio denaro ma anche di monili e titoli postali per un valore complessivo stimato in quasi 500 mila euro. Stando all'indagine Filomena Carmela Bentivoglio, classe 1940, avrebbe circuito l'anziano ed insieme al figlio, Antonio Raschella, classe 1960, si sarebbe impossessata dei suoi beni. La refurtiva, ed in specie i buoni fruttiferi postali del valore complessivo di altri 400 mila euro e il libretto postale contenente 51 mila , tutti intestati alla vittima, sarebbero stati affidati ad Andrea Commisso e Corrado Femia per le successive presunte operazioni di riciclaggio. Andrea Commisso , così come Domenico Commisso (colpito anche lui dal provvedimento del gip) sono nipoti del boss di Siderno Peppe Commisso, alias "u mastru". " Le due associazioni criminali- ha affermato il procuratore aggiunto reggino, Gerardo Dominjanni, avevano creato dei canali in cui spacchettavano questi soldi attraverso anche la complicità rilevante di alcuni funzionari delle poste così creando delle difficoltà nella ricostruzione di tutta la procedura per ricomporre gli avvenimenti".

Dalle risultanze investigative è emersa la spregiudicatezza dei due gruppi criminali: da una lato, infatti, sono stati ricostruiti i passaggi con i quali le vittime dei reati venivano avvicinate dai sodali che ne conquistavano la fiducia fino al punto di ottenere, con una banale scusa, i loro documenti d'identità, e dall'altro lato sono rappresentate le fasi in cui le stesse vittime venivano allontanate dalle rispettive abitazioni mentre gli associati si appropriano di valori contanti, preziosi, libretti e buoni fruttiferi postali. "Abbiamo accertato l'operato- ha affermato il comandante della Compagnia di Villa San Giovanni, Giuliano Carulli, di alcuni funzionari infedeli delle Poste italiane, tra questi direttori di uffici postali o operatori di sportello, che - accedendo al sistema informatico - hanno attestato falsamente la presenza del titolare e la paternità delle operazioni illecite pero incassare sia i buoni fruttiveri o per sottrarre le somme di denaro presenti sui libretti e sulle carte. Successivamente il denaro prelevato veniva distribuito su decine e decine di conti correnti, carte di credito con vari circuiti, distribuiti in tutto il territorio italiano". "L'indagine è stata particolarmente complessa- ha dichiarato invece, il comandante provinciale dell'Arma, Giuseppe Battaglia, siamo partiti da una prima denuncia e poi abbiamo svolto controlli a tappeto sull'intero territorio il tutto per dare risposte concrete ai cittadini. Quindi sposo in pieno l'invito del procuratore Paci: se qualcuno riscontra degli ammanchi o delle stranezze lo comunichi alle forze dell'Ordine perché noi siamo al servizio della cittadinanza".