Omicidio Ielo a Reggio Calabria: fatta luce anche sulla rapina e sul ferimento del 2016

omicidio ielo psL'operazione "Giù la testa" della polizia contro la cosca Tegano ha ricostruito un episodio attorno all'omicidio del tabaccaio Bruno Ielo, ucciso nel maggio 2017 a Reggio Calabria: il tentato omicidio e la rapina a scopo intimidatorio nei confronti di Ielo, avvenuti nel novembre 2016.

L'analisi unitaria degli eventi delittuosi posti in essere in danno del tabaccaio ha consentito agli investigatori della Sezione Omicidi e della Sezione Contrasto al Crimine Diffuso di fare luce anche sulla rapina dell'8 novembre del 2016, nel corso della quale Bruno Ielo era stato gravemente ferito al volto con un colpo di pistola esploso da uno dei due malviventi che avevano fatto irruzione all'interno della sua tabaccheria di Gallico. La rapina organizzata con finalità intimidatorie da Francesco Polimeni e posta in essere da Francesco Dattilo Mario e Giuseppe Antonio Ciaramita (che, con condotta autonoma, aveva sparato in faccia alla vittima per avergli opposto resistenza), era finalizzata a costringere Ielo a chiudere l'attività commerciale per consentire al Polimeni - gestore anch'egli di una vicina tabaccheria - di accaparrarsi i guadagni derivanti dall'acquisizione della clientela della vittima.

Gli investigatori hanno studiato le abitudini degli indagati, monitorato le loro condotte, analizzato le peculiari fattezze fisiche e il modus operandi particolarmente irruento e sono riusciti ad individuare elementi in comune alla rapina e all'omicidio, uno dei quali rilevato con avanzate tecnologie di polizia scientifica che consentivano di dimostrare come l'arma abbandonata dal Dattilo sulla scena del crimine la sera dell'omicidio, fosse dello stesso modello di quella impugnata sempre da lui durante la rapina dell'8 novembre 2016, ovvero una Beretta mod. 70 cal.7.65, tanto da far ritenere che per commettere l'omicidio di Bruno Ielo, il Dattilo abbia utilizzato, con elevata probabilità, la stessa pistola.