Reggio Calabria
 

"Morsa sugli appalti pubblici": condannato l'ex sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto

ritortoriccardo60015 anni di reclusione per il boss Mario Ursini e 3 anni all'ex sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto. Queste le due condanne più importanti del procedimento "Morsa sugli appalti pubblici": la sentenza è stata emessa ieri sera dal Tribunale di Locri.

Alla sbarra 15 imputati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione aggravata e reati in materia di armi. Il pubblico ministero Antonio De Bernardo aveva chiesto la pena più alta per Mario Ursini 20 anni di carcere. Mano pesante anche per Tommaso Rocco Caracciolo, 18 anni, e Nicola Papandrea 12 anni, che invece sono stati assolti.

Condannato anche l'ex sindaco di Siderno, Riccardo Ritorto: «Una figura fondamentale nelle strategie politiche del "Mastro", Giuseppe Commisso si legge nell'ordinanza firmata dal Gip Silvana Grasso. È lui che viene scelto per sostituire quell'Alessandro Figliomeni, reo di aver privilegiato i propri interessi personali piuttosto che quelli della cosca».L'intervento della cosca nelle elezioni, spiegava il Gip, è chiaro: favorire lastruttura 'ndranghetista territoriale del locale di Siderno, che intende proiettare anche sul piano politico la propria egemonia, senza essere, però, visibile all'esterno.

Secondo la Dda di Reggio Calabria i Commisso controllavano tutto. Dalla politica, agli appalti, passando per le attività commerciali, e il racket delle estorsioni. Del resto, notoriamente il clan di Siderno rappresenta una delle famiglie storiche della 'ndrangheta. Quelle dell'elite del "Crimine". Queste sono le risultanze dell'inchiesta curata dal pm Antonio De Bernardo e dagli uomini del Commissariato di Siderno e della Squadra Mobile della Questura reggina. Indagini che avrebbero permesso di tracciare un quadro preciso e dettagliato riguardo al capillare controllo mafioso esercitato dalle principali 'ndrine operanti nel versante dell'alto Jonico reggino, con ramificazioni nel Nord Italia e perfino in Canada, finalizzato al monopolio delle più redditizie attività economiche, all'ingerenza nella vita politica locale ed al conseguimento di profitti e vantaggi ingiusti.

Già all'indomani dell'esecuzione di 120 decreti di fermo emessi nell'indagine divenuta storica con il nome de "Il Crimine", che consentiva di dimostrare che la 'ndrangheta è una organizzazione unita distinta in tre mandamenti (Tirrenico, Reggio Centro e Jonico), facenti capo ad un organismo di vertice denominato Provincia, si sono sviluppati vari filoni investigativi, per lo più attraverso l'approfondimento di preziose informazioni, captate presso la lavanderia Ape Green di Giuseppe Commisso cl.1947 alias "U mastro", importante e rispettato boss della omonima famiglia di Siderno, già in carcere un quanto arrestato nella sopra citata operazione, che si sono tradotte in altri significativi procedimenti, alcuni dei quali sono stati già esitati in primo grado o in appello, fra cui "Bene Comune – Recupero", "Locri è unita", "Saggezza" e "Mistero". L'operazione "Morsa", infatti, costituisce la logica prosecuzione dell'azione di contrasto alla "società di Siderno" ed alle cosiddette società minori (i vari locali di 'ndrangheta della stessa zona di Gioiosa Jonica, Natile di Careri, Canolo, Ciminà, Antonimina e Caulonia, orbitanti attorno alle più blasonate famiglie dei Commisso di Siderno e degli Aquino di Marina di Gioiosa Jonica).

Ecco il dettaglio della sentenza emessa dal Tribunale di Locri

Tommaso Rocco Caracciolo 12 anni

Francesco Cataldo assolto

Giulio Cirillo assolto

Antonio Cordì 4 anni

Pompeo Cosimo Iacopetta assolto

Rocco Iacopetta assolto

Carmelo Muià 4 anni

Nicola Nesci 6 anni

Nicola Papandrea assolto

Damiano Panetta assolto

Riccardo Ritorto 3 anni

Mario Ursini 15 anni

Massimo Bevilacqua assolto

Antonio Ursino 1 anno e 6 mesi

Pietro Commisso deceduto