Reggio Calabria
 

La Collettiva AutonoMIA entra nella Filiera della Danza

La FILIERA DELLA DANZA continua, con i suoi consueti appuntamenti, nelle sedi di Cinquefrondi, Palizzi e Reggio Calabria e lo fa, ancora una volta, arricchendo il suo percorso con nuovi ed emozionanti stimoli, che si intrecciano e si fondono, all'interno di questo progetto davvero "innovativo", che sta regalando "arte" alla nostra regione. Collettiva AutonoMIA, infatti, con i suoi principi di autonomia, autodeterminazione e libertà di scelta "entra" nella FILIERA DELLA DANZA. Fin dalla nascita, il gruppo, che possiede una forte connotazione territoriale, perché convinta che i cambiamenti debbano partire dalle periferie, è formato da donne femministe, laiche, antifasciste ed antirazziste, che si autofinanzia. E la filiera della danza, che nasce proprio come progetto sensibile alla libertà, all'indipendenza dell'individuo, perché l'arte è libertà, cultura, ma anche solidarietà e aggregazione, decide di rafforzare questi messaggi con la presenza di Collettiva AutonoMIA. Attraverso la danza si vuole entrare nel cuore e nell'anima di ogni essere umano e sensibilizzarlo a lottare contro ogni forma di violenza, in particolare a quella che subiscono le donne. Da stime effettuate, infatti, si è ricavato che, ogni giorno, una donna su tre subisce una qualche forma di violenza. Cifre terribili che da sole non raccontano il dolore, l'umiliazione e la paura, ma che possono far comprendere quanto questa sia una questione che riguarda tutte e tutti e che nessuno, donna o uomo che sia, possa restare indifferente. Una piaga, purtroppo, che affonda le sue radici nella profonda diseguaglianza dei rapporti tra uomini e donne. Nasce così l'idea di proporre, come veicolo di comunicazione universale, la danza, attraverso la coreografia di One Billion Rising, costruita sulla canzone di Tena Clark "Break the Chain", che ne è diventata l'inno ed il cui testo parla di rinascita e di riscossa delle donne stesse.

Per cui grande plauso alla FILIERA DELLA DANZA, che darà l'opportunità a tutti i suoi partecipanti di imparare la coreografia di questo emozionante flash mob, perché ballare significa libertà del corpo, della mente e dell'anima e perché, come sostiene la drammaturga Eva Ensler se "Un miliardo di donne violate è un'atrocità, un miliardo di donne che ballano è una rivoluzione"