Reggio Calabria
 

Porto Gioia Tauro, IT - Cisl: “Occorre implementare le attività per uscire dalla precarietà”

Mentre in Italia si registrano inversioni di tendenza nel campo del trasporto merci e dei porti, soprattutto di quelli dotati di logistica, nell'area portuale di Gioia Tauro, permangono ataviche condizioni di precarietà produttiva che da oltre sette anni affliggono, la situazione lavorativa, economica e sociale più in generale. Notevoli sono i ritardi nell'attuazione degli interventi condivisi da tutte le parti in causa e programmati con l'APQ del luglio 2016, il Patto per la Calabria e la legge per il Sud oltre alle azioni messe in campo dal Governo Regionale.
A ciò si aggiunge l'accentuarsi di una continua contrazione dei traffici di cui sono chiare le responsabilità degli azionisti della società MCT S.p.A. e della MSC S.p.A., entrambi soci al 50% della società terminalista che ha in concessione oltre 3,5 Km di banchina e piazzali per circa 1,5 Kmq. L'attuale regia gestionale del terminal evidenzia un corto respiro imprenditoriale preoccupante e inaccettabile sotto ogni profilo si guardi. La diminuzione dei volumi di un ulteriore – 11% in una situazione di netta ripresa dei traffici nel Mediterraneo, è un dato che non ammette sottovalutazioni e distrazioni di sorta. La palesata giustificazione da parte di MSC in merito all'inadeguatezza dei mezzi in banchina e di piazzale evidenzia una sorta di guerra fredda tra i due soci che hanno, fino a prova contraria, pari responsabilità di gestione e di programmazione per la piena operatività del terminal. Decidano presto cosa fare! Di certo devo fare la loro parte in termini d'investimenti sulle aree in concessione e per intercettare maggiori volumi di traffico.
Non resteremo inermi a guardare il consumarsi di un possibile gioco del gatto e la volpe a danno del porto e della comunità calabrese.
Bene ha fatto il Commissario Straordinario dell'Autorità Portuale a chiederne conto ai titolari delle concessioni. Allo stesso, sostenendolo, chiediamo di essere prontamente conseguenziale nell'interesse del "Porto di Gioia Tauro" che non può essere relegato ai margini del circuito internazionale che sta facendo registrare segnali di ripresa importanti e che la stessa Autorità Portuale, le Istituzioni territoriali e nazionali, non devono trascurare se si vuole puntare a essere polo attrattivo.

É necessario lanciare il cuore oltre l'ostacolo e raccogliere la sfida per un forte cambiamento del modus operandi di quanti sono da freno allo sviluppo del Porto e della Calabria. Questo si ritiene urgente e indispensabile per garantire, all'area portuale di Gioia Tauro e al sistema portuale e produttivo calabrese, una nuova opportunità di sviluppo e di funzione strategica nel bacino del Mediterraneo, sempre più baricentro degli scambi d'interesse internazionale e continentale.
Con la piena consapevolezza di questi obiettivi non più rinviabili, la FIT Cisl Calabria, nel riaffermare la valenza degli accordi condivisi e sottoscritti a livello, nazionale e territoriale, non si renderà complice di alcuna discussione di merito che non dovesse trovare riscontro del pronto mantenimento degli impegni assunti e pretenderà certezza dei tempi di attuazione e di tutto quanto sarà ulteriormente necessario per recuperare capacità occupazionale e competitività strategica ed economica.
Il Polo della logistica, il "gateway ferroviario", il "bacino di carenaggio", il "potenziamento e l'ammodernamento strutturale e tecnologico del terminal" devono prendere forma in tempi utili a far decollare un futuro di rilancio, d'implementazione e diversificazione delle attività produttive nella più estesa area industriale del retro porto unitamente alle possibilità espansive che possono interessare gli ambiti portuali di Vibo Marina, Area dello Stretto, Crotone, Corigliano, l'area industriale e l'hub aeroportuale di Lamezia Terme.
In quest'ottica, la FIT Cisl Calabria, segue l'evolversi delle fasi istitutive della "ZES" che, se ben programmata e adeguatamente integrata con le potenzialità produttive del territorio e con le infrastrutture di trasporto marittimo, terrestre e aereoportuali, potrà attrarre quegli investimenti utili alla diversificazione delle attività per un efficiente mercato d'import ed export.
È con il lavoro e le capacità produttive che si generano sostenibilità e competitività delle imprese necessarie a generare sviluppo e crescita sociale ed economica sul territorio calabrese. Noi chiediamo investimenti che creano e assicurano opportunità di lavoro.