Reggio Calabria
 

Assenza di tracciabilità nella filiera ittica: sequestro di 260 kg di pescato nel Reggino

Un'attività di controllo della filiera di pesca condotta nei giorni scorsi dalla Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Gioia Tauro, ha permesso di accertare e sanzionare due violazioni della normativa vigente in materia di pesca e, in particolare, in materia di salvaguardia delle specie ittiche e di etichettatura e tracciabilità del pescato.

Nel corso di un primo controllo, effettuato dalla Capitaneria di porto di Gioia Tauro in sinergia con il Distaccamento di Polizia Stradale di Siderno, è stato accertato il trasporto di prodotti ittici pescati in violazione della vigente normativa in materia di taglia minima consentita per la cattura e, più precisamente, di c.d. bianchetto (novellame di sarda). Nello specifico, il suddetto prodotto ittico sottomisura è stato rinvenuto all'interno di un'autovettura, fermata lungo la Strada Statale n. 682, nel tratto che attraversa il Comune di Rosarno. All'esito degli accertamenti di rito, si è proceduto al sequestro di tutto il novellame di sarda trasportato, del peso complessivo di circa 220 chilogrammi, procedendo altresì a sanzionare il soggetto alla guida del mezzo.

Un altro controllo, stavolta a carico di un'attività ristorativa operante nella frazione Tonnara del Comune di Palmi, ha permesso agli uomini della Capitaneria di porto di Gioia Tauro di accertare un illecito in materia di tracciabilità del pescato e, quindi, in violazione degli obblighi relativi alle corrette informazioni al consumatore finale. All'interno del locale, infatti, sono stati rinvenuti circa 40 kg di pesce – appartenente a diverse specie ittiche – detenuti in difetto della necessaria documentazione attestante la provenienza del pescato e, quindi, sequestrati in ottemperanza alla vigente normativa in materia.

Il prodotto ittico oggetto dei due sequestri, a seguito di ispezione effettuata dai veterinari dell'ASP di Reggio Calabria – Area Palmi, è stato giudicato non idoneo al consumo umano per l'impossibilità di verificarne la provenienza e, quindi, destinato alla distruzione.

L'attività di controllo effettuata si inserisce nella più ampia funzione della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di salvaguardia degli stock ittici esistenti e della salute umana, nonché a tutela della corretta informazione del consumatore finale, attraverso interventi di repressione degli illeciti e di deterrenza da ulteriori violazioni, anche al fine di sensibilizzare i consumatori – veri e propri "utenti finali" della filiera ittica – all'acquisto "consapevole" del prodotto ittico, pretendendo pescato che, per caratteristiche e provenienza, sia riconducibile alla filiera ufficiale.