Reggio Calabria
 

La Cgil Reggio Calabria – Locri e lo Spi Cgil plaudono al Protocollo Salute siglato della Città Metropolitana

La Cgil di Reggio Calabria – Locri e il Sindacato dei Pensionati della Cgil apprezzano la sensibilità dimostrata dal sindaco Giuseppe Falcomatà per l'iniziativa assunta dalla Città Metropolitana, ente promotore del Protocollo Salute che consentirà ai cittadini che devono sottoporsi a cure, di fruire di agevolazioni tariffarie nell'attraversamento dello Stretto, risolvendo una questione da tempo sollevata dallo Spi Cgil.
"Il fatto che ogni anno siano oltre duemila i cittadini metropolitani che si recano in Sicilia per prestazioni sanitarie imponeva di affrontare la questione con tempestività – dichiara il presidente Lega Sud dello Spi Cgil di Reggio Calabria – Locri, Felice Canofari – E' chiaro che le istituzioni competenti devono attuare con celerità ogni azione necessaria per combattere il fenomeno della migrazione sanitaria, dato che la Calabria è la regione italiana con i maggiori squilibri in termini di mobilità ospedaliera e ciò - oltre a tradursi in debito per le casse regionali calabresi verso le regioni erogatrici delle prestazioni - rappresenta motivo di ulteriore stress psicologico e sacrificio economico per i pazienti. Ma è altresì evidente che la tanto auspicata inversione di tendenza non avverrà in un breve arco temporale.

Pertanto bene ha fatto il sindaco Falcomatà, pur non essendo la Sanità materia né comunale, né metropolitana, a rispondere ad una istanza che riguarda numerosi cittadini in situazione di difficoltà e svantaggio; di fatto seguendo lo spirito di quanto sostenuto dall'amministrazione comunale reggina poco più di un mese fa con la pubblicazione di bandi per l'assegnazione di immobili confiscati alla criminalità organizzata per realizzare finalità sociali (tra le quali l'accoglienza delle famiglie dei bimbi ospedalizzati a Reggio) o con la imminente previsione di tariffe agevolate nell'ambito del servizio metropolitano "ChiamaBus", fra gli altri, per gli utenti che devono sottoporsi a cure e visite presso strutture sanitarie provinciali. Su questi temi che la Cgil ritiene di primaria importanza – conclude Canofari – la nostra organizzazione sindacale continuerà ad essere in prima linea, perché il diritto alla salute deve tradursi anche in un diritto a vivere con meno disagi possibili momenti di criticità e sofferenza ".