Reggio Calabria
 

Chiusura Ortopedia ospedale di Locri, LocRinasce si appella all'autorità giudiziaria

"Per l'ospedale di Locri e per la sanità del territorio locrideo in generale, il degrado, i disservizi e la noncuranza restano a testimoniare, emblematicamente, il livello d'inefficienza di tutti i responsabili di quello che doveva essere un processo di risanamento del settore". Il Movimento LocRinasce, conoscendo la gravità della situazione economico-finanziaria della sanità regionale, ha mantenuto nel tempo, da parecchi anni, un atteggiamento di fiducia nei riguardi degli artefici politici e tecnici della tanto decantata razionalizzazione delle risorse studiata con il supporto autorevole dell'AGENAS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali). "Ma la situazione che si è venuta a creare nella Locride non lascia spazio alla fiducia e all'ottimismo: ormai è chiaro che il lento degrado sta diventando irreversibile. La chiusura, anche occasionale ed estemporanea, di reparti cruciali per gli interventi di prima necessità (recentemente ortopedia) e le carenze strutturali di vario genere (tra le quali ascensori fuori servizio per tutta un'ala dell'ospedale che comprende anche la cardiologia situata al quinto piano) non alimentano speranze. I giornali, in questo periodo estivo di massima esposizione mediatica del territorio, sono pieni di dettagliati disservizi sanitari che, oltre a deprimere e preoccupare sempre di più i cittadini residenti, scoraggiano anche potenziali turisti a fare le vacanze in luoghi nei quali non è garantita l'assistenza sanitaria. La sfiducia verso gli organismi preposti al risanamento induce LocRinasce a rivolgere un appello alle competenti autorità giudiziarie, affinché venga valutata l'effettiva legittimità dei provvedimenti che stanno azzerando i servizi sanitari del territorio. In pratica, quello che doveva configurarsi come ospedale spoke di Locri, cioè come ospedale capace di garantire tutte le prestazioni sanitarie più urgenti e/o complementari a quelle fornite da altre strutture regionali in una rete integrata, a tutti gli effetti, sta diventando un luogo di rischio per coloro che devono ottenere prestazioni e per gli stessi operatori sanitari. Nessuno allo stato attuale pretende di avere le stesse prestazioni presso due ospedali vicini, ma da qualche parte la speranza di potersi curare in tempo utile ci deve essere, altrimenti il servizio sanitario pubblico non sarà rispondente all'art. 32 della Costituzione italiana vigente (riferimento citabile fino a quando questo fondamento normativo resterà in vigore)".