Reggio Calabria
 

Palmi (RC), associazione a delinquere e tentata estorsione: 37enne scarcerato

"Il Tribunale del Riesame di Reggio Calabria, in accoglimento delle richieste dell'Avv. Giuseppe Alvaro, ha annullato integralmente, per mancanza di gravità indiziaria, l'ordinanza con la quale il Gip DDA di Reggio Calabria aveva applicato la custodia cautelare in carcere a carico di Francesco Romeo, 37 anni, residente a Palmi, per i reati di partecipazione ad associazione per delinquere di stampo mafioso e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Il giovane palmese, che era ristretto presso la Casa circondariale di Reggio Calabria, è stato quindi immediatamente rimesso in libertà". Lo comunica lo stesso legale Giuseppe Alvaro, in una nota.

"Francesco Romeo - continua l'avvocato - era stato tratto in arresto dagli agenti di polizia del Commissariato di P.S. di Palmi il 12 ottobre scorso con l'accusa di aver concorso, quale affiliato all'associazione mafiosa denominata "cosca Gallico", nel tentativo di estorsione ai danni della ditta aggiudicataria dell'appalto per i lavori di rifacimento dell'impianto fognario del rione Pille di Palmi nel 2011.

Secondo l'informativa di reato redatta dagli ufficiali del Commissariato di P.S. di Palmi, che hanno svolto le indagini su delega della Procura Distrettuale, il Romeo si sarebbe recato sul cantiere il 19 dicembre 2011 per avanzare richieste di denaro mediante minaccia, rivolta al direttore dei lavori, di incendiare tutti i mezzi della ditta qualora non avesse dato seguito alle richieste estorsive, esternate per conto della cosca mafiosa di appartenenza.

L'11 gennaio 2012 il direttore dei lavori denunciava ai Carabinieri di Palmi il rinvenimento di una busta appesa allo specchietto retrovisore di uno dei mezzi della ditta, al cui interno vi era una bottiglia contenente liquido infiammabile e un accendino attaccato con il nostro adesivo.

Nei confronti di Romeo gli inquirenti hanno valorizzato plurimi elementi accusatori, tra i quali il contenuto di una ricognizione fotografica effettuata dalla persona offesa, la disponibilità di un'autovettura dello stesso tipo di quella descritta dal denunciante e il contenuto di alcune intercettazioni, ambientali e telefoniche, ritenute significative di responsabilità sia per il delitto di tentata estorsione aggravata sia per quello di partecipazione ad associazione per delinquere di stampo mafioso".

Alvaro avrebbe quindi "contestato la gravità del quadro indiziario e ha fornito, per ciascuno degli elementi posti a carico, spiegazioni alternative lecite, sostenendo l'equivocità degli indizi e quindi l'estraneità di Romeo ad entrambi i delitti contestatigli".

Al termine della camera di consiglio il Tribunale della Libertà ha accolto le richieste difensive, disponendo l'annullamento dell'ordinanza cautelare e la rimessione in libertà del giovane palmese.