Reggio Calabria
 

Parla il pentito Belnome: “Livello massonico sopra la ‘ndrangheta”

massoneria 500di Claudio Cordova - Masso-'ndrangheta. Non necessariamente nell'accezione dei collegamenti con la massoneria ufficiale, ma sicuramente nell'indicare la componente occulta, sovraordinata alla parte militare della criminalità organizzata calabrese. E' il collaboratore di giustizia Antonino Belnome a riferire questi passaggi nell'ambito del processo "Gotha", con cui la Dda di Reggio Calabria sta tentando di far luce sulla cupola massonica della 'ndrangheta: alla sbarra, infatti, vi sono l'avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo, considerato a capo della componente occulta dei clan, nonché l'ex senatore Antonio Caridi e l'ex sottosegretario regionale, Alberto Sarra, considerati gli strumenti attraverso cui la masso-'ndrangheta avrebbe infiltrato le istituzioni.

Belnome si sarebbe proprio fermato alle porte dell'ingresso di quello che chiama il "livello massonico" della 'ndrangheta. Collaboratore di giustizia dal 2010, prima di "saltare il fosso" ha avuto ruolo molto importante all'interno dell'organizzazione milanese della 'ndrangheta. E' stato condannato, da reo confesso, per l'omicidio di Carmelo "Nunzio" Novella, il boss scissionista, che voleva rendere la Lombardia indipendente dalla "mamma" della 'ndrangheta, la Calabria.

Rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo e del presidente del Collegio, Silvia Capone, Belnome ha tratteggiato la propria figura criminale, che si è formata ed è cresciuta grazie alla vicinanza con due boss di enorme calibro, come Andrea Ruga e Vincenzo Gallace, originari della fascia ionica calabrese, a cavallo tra le province di Reggio Calabria e Catanzaro: da Monasterace e Guardavalle fino alla Lombardia. Grazie a loro, Belnome sarebbe arrivato fino al grado altissimo di "Padrino" e verrà arrestato quando gli stava per essere conferito il grado di "Crociata", prodromico all'ingresso nella componente più alta e riservata della 'ndrangheta: "Furono Ruga e Gallace a parlarmi di massoneria. Il contesto massonico sta sopra la 'ndrangheta". Il collaboratore non parla della massoneria "ufficiale", ma di un livello occulto, nascosto, che sarebbe al di sopra dell'ala militare della criminalità organizzata e dove si incontrerebbero mondi che, tra di loro, non avrebbero potuto e dovuto dialogare: "In Italia c'è un livello massonico, grigio, dove ci sono personaggi eccelsi. Furono Ruga e Gallace a dirmi che in quel mondo 'non sono tutti come noi', cioè tutti 'ndranghetisti. E' una camera sopra la 'ndrangheta, che dipende da quel livello". In quella "camera di compensazione", dunque, si incontrerebbero i boss più influenti, ma anche soggetti che arriverebbero da altri settori, da altre storie. Belnome verrà arrestato poco prima dell'ingresso in quel circuito, per questo non riesce a fornire nomi e dettagli. Ma sulla 'ndrangheta ha le idee chiarissime: "A differenza di Cosa Nostra e della camorra, la 'ndrangheta non vuole essere riconosciuta, tende sempre a mimetizzarsi, è nata per essere invisibile e per questo viene creata una struttura invisibile, massonica".

Attraverso quel livello, dunque, la 'ndrangheta riuscirebbe a operare sistematicamente il salto di qualità, da "semplice" banda armata a organizzazione capace di entrare nei gangli della vita politica, economica e sociale.

Come negli anni '70, quando nacque la "Santa", struttura occulta all'interno dell'organigramma mafioso, per conferire maggiore segretezza alla 'ndrangheta e per conferire ai boss la possibilità di dialogare con lo Stato, anche una decina d'anni fa, le cosche, a causa delle grandi inchieste, avrebbe sentito la necessità di attuare una metamorfosi, per tornare alla maggiore riservatezza di un tempo: "C'era troppo clamore sulla 'ndrangheta, per questo, siamo intorno al 2009, arrivò un'ambasciata dei Pesce di Rosarno, che ci dissero che era necessario un cambiamento: il livello superiore della 'ndrangheta è simile alla massoneria, proprio per tornare nell'ombra".