Reggio Calabria
 

Porto Gioia Tauro, Angela Martino (Pd): “Scalo mortificato da governo gialloverde”

"Il governo gialloverde ha inflitto una nuova mortificazione al Porto di Gioia Tauro, non prevedendo il suo inserimento fra gli scali portuali che saranno protagonisti delle reti commerciali del mare nell'ambito del Memorandum siglato tra Cina e Italia. Una ennesima "disattenzione" dopo la disarticolazione del sistema portuale calabrese con l'illogico distacco dallo stesso dei porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, prontamente impugnato dalla Regione Calabria innanzi alla Corte Costituzionale, le mancate risposte sull'operatività della Zes e sui fondi PON Infrastrutture e Reti inspiegabilmente inutilizzati, nonostante i continui solleciti della Giunta Oliverio. Identico sconcerto riguarda la TAV, il cui destino inevitabilmente si intreccia con quello del Porto di Gioia Tauro dato che il transhipment da solo fatica a creare ricchezza. Il Corridoio transeuropeo Berlino – Palermo si è fermato a Napoli, deviando verso Bari, mentre l'estremo Mezzogiorno attende che le imprese pubbliche decidano finalmente di investire nelle zone più depresse del Paese. Il governo deve ai calabresi delle risposte immediate. Ha il dovere spiegare perché il Porto di Gioia Tauro, baricentro naturale del Mediterraneo, è stato estromesso dalla nuova Via della Seta, fra l'altro in una fase in cui i livelli occupazionali dello scalo della Piana sono tutt'altro che al sicuro e quindi sarebbe stato di vitale importanza il suo inserimento in una strategia di sviluppo e investimenti di respiro internazionale. A fronte di tutto ciò l'annuncio di una prossima riunione del Consiglio dei Ministri da parte del premier Conte in Calabria sa (già) di mera propaganda". Lo scrive, in una nota, Angela Martino, componente dell'Assemblea Nazionale del Partito Democratico.