Reggio Calabria
 

“La raccolta differenziata porta a porta non funziona”. In centinaia a Reggio Calabria chiedono di “cambiare sistema”. Falcomatà: “Serve tempo”

reggio piazza no porta a portaAlcune centinaia di cittadini hanno partecipato ieri, in piazza Italia, a Reggio Calabria, ad una protesta attuata per segnalare "disservizi nella raccolta dei rifiuti solidi urbani" e per chiedere la modifica del sistema in atto. Indossando delle mascherine e sollevando striscioni e cartelli, i manifestanti hanno puntato l'indice sul sistema di raccolta "porta a porta" ritenuto inadeguato per una citta' di quasi 200 mila abitanti.
I problemi, secondo gli organizzatori della manifestazione, sono resi ancora piu' gravi dal mancato conferimento agli impianti di smaltimento e compostaggio. "Il sistema 'porta a porta' - hanno sostenuto i manifestanti - e' stato un fallimento e va cambiato, va riorganizzato. Altrimenti i cittadini di Reggio continueranno a far sentire forte la propria voce". I manifestanti hanno minacciato che alla prossima manifestazione porteranno nella piazza centrale della citta' "rifiuti veri, e non simboliche buste, come avvenuto oggi".

"Io sono dalla parte dei cittadini stanchi che oggi si sono recati a Piazza Italia delusi per il sistema di raccolta differenziata cittadino" ha scritto su facebook il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà.
"Sono dalla loro parte perché – ha aggiunto il primo cittadino - io sono il sindaco di tutti e comprendo la stanchezza. A questi cittadini dico che oggi non è in discussione il sistema che ha avuto i suoi punti di forza e di debolezza. Oggi la discussione è su come andare avanti. La città metropolitana ha la gestione degli impianti solo dal 2 gennaio. Ereditiamo 50 anni di assenza di programmazione regionale sui rifiuti. Non è una scusa, risolveremo anche questo. Ma serve tempo, la città tornerà alla normalità perché sono state individuate le soluzioni e ve ne accorgerete già dai prossimi giorni.
"Tuttavia – ha concluso Falcomatà - io uno striscione con scritto "città merdopolitana" non lo accetto e non mi piace. La città è una grande famiglia, la famiglia in difficoltà si ama sempre, non diventa mai di merda, non è il fine di nessuno, non lo dovrebbe essere mai".

Foto Ansa